Immediata la replica dell’assessore Lorenza Di Vincenzo alle parole del Sindaco Mario Semproni, riportate nell’articolo de Il Centro “ La ASL lascia il palasport. Si può tornare a giocare”, che definiva la proposta  dell’assessore di operare i tamponi molecolari in alcune stanze adibite a spogliatoio una “ proposta che non sta né in cielo né in terra”, finendo per ringraziare il Presidente del Consiglio Baldacchini per aver seguito personalmente i lavori della nuova tensostruttura, il personale sanitario, la polizia municipale e i volontari.

Non ci sta proprio la Di Vincenzo all’ uscita pubblica del Sindaco che, notoriamente, non è solito a delle digressioni dallo stile istituzionale che lo caratterizza, quasi da indurre a pensare che qualcuno abbia scritto per lui. La replica dell’assessore arriva in una nota scritta che pubblichiamo.

Che il sindaco Semproni non abbia contezza delle sue dichiarazioni è noto, non perché lo dico io, ma così scaturisce dal raffronto con quanto lui sostenga in consiglio comunale (vedi vicenda urbanistica) e sulla stampa (vedi dichiarazioni il centro del 11-05-21). A proposito del mio suggerimento di spostare temporaneamente i tamponi molecolari nell’area spogliatoi, definita sulla pagina del giornale come non stante “né in cielo né in terra”, ci tengo a precisare che, da un certo punto di vista potrebbe essere vero. Talmente vero che la mia proposta, infatti, non sta nel cielo e né in terra bensì nei documenti ufficiali depositati presso il comune di Penne che denotano un’estensione dell’area spogliatoi di 157,20 mq (84,20mq locali e 73 mq tra docce e bagni). Non campata in aria, quindi, ed in sede di discussione consiliare, anche sottolineata nel suo carattere di non definitivitá: misura temporanea, tale da  permettere alle associazioni sportive di concludere i campionati, ed alle attività sanitarie di procedere con gli screening dei tamponi molecolari. Dalla mia proposta sono trascorsi 22 giorni che potevano essere utili alle associazioni sportive per concludere con dignità i campionati, si è preferito invece fare melina pur di non avallare la mia proposta; vi invito a riflettere sul fatto che il torto non lo avete fatto a me, ma alle associazioni, ai ragazzi ed alle loro famiglie che nonostante tutto continuano a credere nello sport come strumento educativo e sociale. Non ho mai avuto paura di portare avanti le mie idee per il bene comune e continuerò a farlo finché ne avrò la possibilità, anche da sola se necessario, come giá accaduto nel febbraio del 2020 quando in pubblica piazza venne attaccata l’amministrazione comunale di non aver fatto abbastanza per i ragazzi disabili che erano usciti dal setting assistenziale sanitario; anche in quella occasione mi ritrovai sola, ma non ho mai avuto paura di lavorare per trovare una soluzione che è oggi sotto gli occhi di tutti, quei ragazzi possono usufruire di una sede immersa nel verde e ricca di attività laboratoriali.

Sono fiera ed orgogliosa del mio operato, che può essere sempre migliorato, ma che persegue la direttiva di un confronto leale e sempre rivolto alla ricerca di soluzioni pratiche. Questo metodo mi permette di  camminare a testa alta, e mi chiedo se anche altri possono fare altrettanto.”
Lorenza Di Vincenzo

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