Il pensiero di tutti da queste parti va alla moglie di Angelo Petrucci in dolce attesa fra qualche mese di una creatura di cui l’infermiere 44enne sarebbe stato il papà, e sarebbe stata la prima volta. E invece la morte se l’è portato via in una serena giornata di fine agosto durante una gita di gruppo in moto con i colleghi dell’ospedale San Massimo sulle alture della montagna aquilana che confina con quella pescarese. Lunedì sarà eseguita l’autopsia sul cadavere di Petrucci, 44 anni.

Sarà effettuata all’ospedale di Pescara dove giovedì l’uomo, ucciso da un incidente con la moto tutto da chiarire sulla strada fra Calascio e Castel del Monte, è stato trasportato in elicottero nel tentativo estremo di salvarlo. Se ne occuperà il dottor Pietro Falco. Il fascicolo è stato spostato infatti dalla procura del tribunale dell’Aquila a quella di Pescara: titolare ne è ora la dottoressa Fabiana Rapino. Il funerale di Angelo Petrucci pertanto si svolgerà o nel pomeriggio di lunedì o martedì mattina. Le cause della morte dell’infermiere della chirurgia che per partecipare alla gita insieme ai suoi colleghi aveva cambiato anche turno di servizio sono al vaglio dei carabinieri dell’Aquila.

L’autopsia appurerà se un malore ha preceduto l’urto contro il guard rail del centauro il cui volto, a detta dei testimoni, era diventato una maschera di sangue. Anche il casco che indossava è una possibile causa di morte: il gancio potrebbe avergli fatto del male. Non correva, Petrucci. In quella semi curva c’era un po’ di brecciolina e non è neppure escluso che abbia perso il controllo della moto anche per questa circostanza. Resta il grande sconforto di una comunità, tutta, che torna a piangere dopo le tanti morti per il Covid. Petrucci era un giovane uomo riservato, ma disponibile con tutti, lavoratore attento e preciso purtroppo segnato da una vita con gravi lutti di famiglia.

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