Ci sono molti modi di sentirsi cittadini e di esprimere il senso di appartenenza ad un luogo ed alla sua storia. Uno di questi è il fil rouge che lega i migranti alla propria terra d’origine. Un sentimento trasversale al genere, alla classe sociale e, a mio parere, comune ai migranti di tutte le epoche.

Esiste tuttavia una differenza sostanziale tra chi ha lasciato una regione del Centro – Sud Italia come l’Abruzzo durante il secolo scorso, e i migranti degli anni 2000: le possibilità e gli strumenti offerti dalla rete. Per tutto il 900 i legami con i parenti rimasti nei luoghi natii sono stati mantenuti attraverso la corrispondenza cartacea o telefonica, l’invio di fotografie, le cartoline e, per chi se lo poteva permettere, visite periodiche.
Oggi, gli strumenti di comunicazione sono cambiati e sono diventati più potenti: internet, i blog personali e i social network sono i nuovi mezzi con cui la gente tiene vivo il legame con le proprie origini.

 

Un esempio di quello che scrivo è costituito da quanto accade in questi giorni a Penne, borgo di antica origine, posto fra le colline abruzzesi in provincia di Pescara.
L’Amministrazione Comunale – dotata di un sito internet e presente su social network come Facebook e Twitter – ha indetto un bando per la presentazione di progetti di riqualificazione della piazza principale del paese, Piazza Luca Da Penne. Scaduti i termini di presentazione dei progetti, gli elaborati pervenuti sono stati esposti presso il Chiostro del Palazzo Comunale, dando così modo alla cittadinanza di vedere i progetti, e le diverse interpretazioni che sono state fornite, dai partecipanti al concorso, circa il ruolo e le funzioni che la nuova piazza dovrebbe assumere. Ai visitatori è stata inoltre data la possibilità di esprimere un’opinione attraverso un registro visite.

 

 

La notizia è approdata su Facebook e rapidamente si è diffusa tra i Pennesi (e sono davvero tanti) sparsi nel Mondo. Commento dopo commento, è emersa l’idea condivisa che anche chi non ha la possibilità di visitare la mostra (che resterà aperta fino al 24 settembre), perché vive in posti lontani da Penne, possa avere la possibilità di vedere i progetti.

E così, io (che da Penne mi sono trasferita nel profondo sud del Piemonte) e Alex Della Marra (un Pennese nel Mondo di ritorno, perché ha scelto di ritornare a vivere a Penne) abbiamo avuto l’idea di pubblicare sulla pagina FB che ho dedicato ai Pennesi nel Mondo (https://www.facebook.com/pages/Pennesi-nel-Mondo/173724419344525) un album con le foto dei progetti esposti in Comune. Facebook consente agli utenti di commentare le singole foto e di “votarle” attraverso il tasto “mi piace”.

Non sappiamo se l’Amministrazione Comunale terrà conto delle (molte) preferenze espresse on line – la nostra iniziativa di esporre le foto su FB è infatti del tutto spontanea e personale – ma si tratta senz’altro di un segno dei tempi che cambiano: oggi è sempre più normale, utilizzerei di nuovo il termine spontaneo, che on line si formi un’opinione circa le iniziative messe in campo dalle Amministrazioni Locali; in una sorta di agorà virtuale possono esprimersi – anche con veemenza – sia i diretti interessati, ossia i cittadini residenti, sia tutti coloro i quali si sentono ancora cittadini di quel luogo, generando un sistema allargato di opinione pubblica.
Lascio riposare in pace i grandi sociologi tedeschi, che hanno parlato diffusamente del concetto di opinione pubblica durante il secolo scorso, e mi limito a segnalare, e a meditare su, quanto accade via web sotto i miei occhi.

Naide Della Pelle

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