A modo suo era un personaggio pittoresco. Chi non lo conosceva bene, lo ha bollato come un invadente signore che incontravi ovunque. Tony D’Angelo, scomparso a 77 anni, aveva tanti limiti come ciascuno di noi, ma ha avuto un pregio: la bontà. Si è interessato da sempre del suo amato fratellone Giuseppe, speciale perché più normale di noi tutti. E Tony ha dato l’anima per lui, lo ha seguito senza lasciarlo mai. Ha avuto un’esistenza non facile lo stesso Tony che era vissuto un periodo in un collegio e poi aveva fatto un’esperienza a Desenzano dove in un albergo fece di tutto. Poi il passaggio alla Rizzoli in cui raggiunse l’apice professionale come ispettore alle vendite. Fu sfortunato perché fini’ nel tritacarne del caos legato alla gestione di Bruno Tassandin. Tornò a Penne per dedicarsi al fratello. Si distinse come direttore artistico in Abruzzo. Tony era un personaggio antipatico e invadente per i più, ma un uomo alla disperata ricerca di serenita’. Non solo per lui. Un ottimo cuoco tanto da vincere alcune gare. Era così: prendere o lasciare. Molti l’hanno lasciato, io (e non solo) l’ho preso. Ciao  Leone anche da Paolo Minnucci nostro caro amico. Lassù una cucina ti aspetta…

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