Il maestro del cesello se n’è andato. A 90 anni è scomparso il professor Giuseppe Pancione, uno degli storici artisti di una Penne che grazie al suo istituto d’arte ne ha illuminati tanti. E fra questi ha brillato Pancione, sposato con la signora Maria Cristina e con due figli, Dino e Luigi. Ieri pomeriggio il funerale. Una figura, la sua, piuttosto significativa. Le sue opere sono esposte anche a Berlino, in Vaticano, al duomo di Monaco di Baviera. In questi giorni è in corso a Guardiagrele la rassegna sull’artigianato in cui si possono ammirare alcune sue creazioni.

Aveva appreso l’arte dello sbalzo e del cesello dal professor Castagna ad Enna dove andò ad insegnare dopo un periodo trascorso a Firenze: in quella città si recò dopo aver conseguito il diploma al “Mario dei Fiori” di Penne. Poi l’esperienza a Fermo. Pancione era un maestro abile nella oggettistica sacra e nella decorazione delle vesti dei sacerdoti che officiano le messe.

Ne donò una a papa Giovanni Paolo II di cui fu ospite. “Un artista di respiro internazionale. Un figlio di Penne che a volte non sa di averne di questo spessore. Giuseppe Pancione riusciva con pochissimo a creare dei pezzi di valore assoluto”, commenta il professor Candido Greco, storico. Il suo collega, il professor Italo Evangelista, è ritenuto sulla sua scia. Penne, già nota come città degli arazzi grazie ai compianti Tonelli e Di Nicola, fu una vera fucina per la qualità dell’istituto d’arte da dove uscirono anche il pittore Giuseppe D’Addazio e lo scenografo Luciano Ricceri.

B.Lup.

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