RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO – In questi giorni, rai 3 Abruzzo ci martella con la notizia che Il S, Bernabeo di Ortona da Stabilimento , quale era stato declassato dagli effetti del decreto Lorenzin, è stato pluripromosso ad ospedale di base. Me ne compiaccio per gli ortonesi e per tutta la provincia di Chieti. Probabilmente trainati dalla meritata fama del dott. Cianchetti e l’eccellenza della sua Senologia, l’ospedale di Ortona grazie all’attenzione dell’Assessore Verì e del governo regionale, fa il salto della quaglia…
Di eccellenze ne aveva (ed ha) anche il San Massimo, ma la differenza di trattamento mi sembra ormai evidente ed innegabile. Essendoci solo un Reparto ( Medicina) e pochi Servizi, l nostro personale, con la complicità dei vertici della asl e dei governanti ( a cui i vestini hanno dato abbondantemente fiducia e voto) , personale che ogni giorno si riduce vieppiù per trasferimenti, pensionamenti ed accidenti vari.

Il nostro personale.
Dicevo, viene sovrastato , dominato ed annichilito da primari pescaresi in delirio di onnipotenza, alcuni dei quali hanno fatto tanta di quella mobilità passiva plurimilionaria che dovrebbe consigliare loro un profilo meno sostenuto. Riteniamo che se Ortona viene
riportata alla dignità di OSPEDALE DI BASE ( ricordo che con un lasso di tempo che va dai 15 ai 30 minuti, anche grazie all’autostrada che passa proprio lì, gli ortonesi possono scegliere di usufruire dei servizi di ospedali pubblici come quelli di Lanciano, Chieti e
Pescara ma aggiungerei anche Vasto e varie Cliniche private quali Villa Serena, Villa Pini, Pierangeli, Spatocco), a maggior ragione il San Massimo di Penne, considerando la viabilità ridicola, il vasto territorio pedemontano e montano ( martoriato anche dal meteo, sismi e frane) e con una medicina territoriale inesistente con l’aggravante del declassamento financo del proprio distretto, credo che il San Massimo sarebbe dovuto diventare un OSPEDALE DI BASE rinforzato al punto da fungere da polmone per il Santo Spirito di Pescara.

Invece allo stato attuale i Vestini hanno un ospedale di area disagiata con pochi servizi (alcuni dei quali condivisi in maniera subalterna con Popoli), senza personale ,con una sola ambulanza medicalizzata e con una struttura fatiscente ed inadeguata i cui lavori di messa in sicurezza e ristrutturazione, sbandierati per settembre non sono iniziati e non inizieranno per numerosi motivi che sapevamo già
esistere. Mi aspetto, meglio, mi auguro che la maggioranza al governo della nostra regione ci possa fornire spiegazioni adeguate, che vadano oltre le farneticazioni del dott. D’Amario su un fantomatico e ridicolo ospedale di area allargata, e che cominci a dare prove concrete di quella volontà di riequilibrare le sorti di un territorio depredato ed annichilito da decenni e decenni da una politica rivolta esclusivamente alla costa ,e di apprezzamento, riconoscenza e rispetto per un ospedale che da SECOLI offre servizi
vitali alla nostra comunità e non solo. Una volontà per la quale la maggioranza degli abruzzesi, dei vestini (ed io stesso )le ha dato voti, fiducia e speranza. Per tutti questi anni il popolo vestino ha sopportato passivamente, da nobili decaduti quali siamo.

Questa volta non perdoneremo a nessuno maramalderie, tradimenti e prese per i fondelli. No, non accadrà!

Dott, Nicola Spoltore – Presidente ASSOCIAZIONE SALVIAMO L’OSPEDALE DI PENNE

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