PENNE – E' difficile pensare che il bilancio del Comune debba prevedere una spesa di quasi tre milioni di euro per pagare debiti a lunga scadenza, cioè mutui. Si tratta di un milione e 672 mila euro di interessi passivi e di un milione e 314 mila euro di quota capitale da ammortizzare. Un esborso monstre continuo ormai da dieci anni per un ente locale come quello di Penne, le cui poche risorse in tempi di vacche magrissime come gli attuali vengono mangiate per un gran pezzo dai debiti. Una situazione, quella della gestione delle passività, che vivrà però nell'anno che verrà ulteriori puntate.

 

Oltre all'assalto della Deco spa, la quale chiede oltre 900 mila euro per fatture non pagate in relazione alll'attività di raccolta e smaltimento rifiuti (c'è un decreto ingiuntivo all'esame del tribunale), spiccano due vicende delicate. Il 19 gennaio la Cassazione emetterà il verdetto sul mancato pagamento dell'esproprio alla famiglia Cutilli per i terreni sui quali è stato costruito il complesso immobiliare sanitario del Carmine. Un procedimento giudiziario cominciato il 16 marzo 1988. C'è poco da essere ottimisti: il conto che sarà inviato al Comune, dopo le sentenze di condanna già riportate in tribunale e in corte d'Appello, è di quasi mezzo milione di euro. Non solo. A fine gennaio 2012, il tribunale di Pescara dovrebbe andare a sentenza sul caso dei derivati. L'amministrazione Di Marcoberardino ha attaccato la Bnl chiedendo la nullità di un paio di contratti purple collar per più di un milione e 300 mila euro. Lacerba ha appreso da un consulente della Consob che tira una brutta aria comunque vada per l'ente locale che, in piena bufera collegata al buco di bilancio milionario emerso nel 2001, decise, nel suo piano di rientro, di sottoscrivere derivati con la Bnl. Una strategia rischiosa, quella di speculare sui tassi di interesse, scelta dalla giunta Fornarola che si affidò alla Bnl senza indire alcuna gara pubblica, facendosi così anticipare subito 900 mila euro di liquidità sulla base di quei contratti, i cui effetti il Comune a distanza di lunghi anni intende scaricare sul gigante bancario che si è affidato all'avvocato Clarizia di Roma. Una partita ad alto rischio per l'avvocato pescarese Duilio Manella difendere le ragioni del Comune che ha dalla sua il consulente finanziario indipendente Massimiliano Palumbaro. 

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