PENNE – La Fondazione dei musei e dell’archivio storico (Musap) ha virtualmente ottenuto il riconoscimento giuridico dalla Regione. La settimana scorsa è infatti stato deciso dalla conferenza dei servizi e così a distanza di nove anni dalla sua costituzione l’ente pennese assume un significato diverso: fra le altre cose, sarà in grado cioè di ricevere donazioni e contribuzioni varie da imprese e privati che potranno beneficiarne fiscalmente. Fin qui la Fondazione, presieduta dall’avvocato Paolo Grugnale, ha infatti rappresentato un ibrido: qualche anno fa la prefettura aveva respinto la richiesta di personalità giuridica.

Ora cambia la prospettiva per una struttura culturale che gestisce in maniera unitaria il museo civico diocesano (in ristrutturazione), il museo naturalistico “Nicola De Leone” all’interno dell’oasi WWF del lago, il museo di arte moderna e quello archeologico, oltre all’archivio storico che all’ex mattatoio conserva atti piuttosto importanti nella plurimillenaria storia cittadina, da sempre al centro delle ricerche di tanti studiosi. I pennesi non pagano il biglietto d’ingresso nei musei cittadini. A dicembre tornerà l’appuntamento con la Biennale d’arte che sarà curata dal professor Mario Costantini. Ed è importante anche il ruolo dell’arazzeria nella Fondazione Musap di cui è socia anche la PescarAbruzzo, oltre che la Provincia e la Cogecstre.

Ma resta il nodo della mancanza di un direttore dopo la separazione da Laura Cutilli, fin dall’inizio al timone delle attività. Per ora l’amministrazione Semproni non pare orientata a sostituirla. Il Comune si è fatto carico di far fronte a circa 30 mila euro di debiti contratti con fornitori e professionisti ed ha inserito nel consiglio direttivo la dottoressa Annalisa Massimi, grande conoscitrice dell’archivio storico e a capo della segreteria del sindaco Mario Semproni. Nel frattempo, con il riconoscimento a rango regionale della Fondazione, le prerogative del comitato tecnico-scientifico, presieduto dal professore Francesco Paolo Di Teodoro, potranno venir meglio alla luce.

B. Lup.

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