PENNE – L’area vestina non avrà nuovo credito. E’ infatti fallito il tentativo, cominciato a fine 2006, di dar vita ad una banca di credito cooperativo: la “Vestina” non nascerà. Il comitato promotore ha gettato la spugna dopo aver raccolto un capitale di 2 milioni e 490 mila euro con quote da 100 euro ciascuna: poco però rispetto al minimo di 4 milioni di euro richiesti, ma solo nell’aprile scorso, dalla Consob, l’organismo di controllo sulla Borsa italiana.

 

“Un traguardo che non sarebbe stato possibile raggiungere, considerando la grave crisi economica in atto”, spiega in una nota il comitato promotore, presieduto dal commercialista e consigliere comunale di minoranza a Penne, Giovanni Severo. Sciolto il comitato, possono partire i rimborsi delle quote ai 603 soci che avevano condiviso il progetto di dotare Penne e la sua vasta area, compresa quella parte teramana confinante, di una nuova possibilità di credito territoriale. E’ il comitato promotore a convocare i singoli soci per la restituzione delle quote con i dovuti interessi. I fondi sono depositati nel conto indisponibile acceso nell’agenzia pennese del Monte dei Paschi. L’idea di creare una banca di credito cooperativo era stata sposata anche dalla Brioni, così come un certo sostegno non era mancato dalla Confindustria pescarese. “Purtroppo con rammarico dobbiamo commentare il fallimento di quest’iniziativa, anche per la poca attenzione rivolta al progetto dalle amministrazioni comunali di Penne e di Loreto Aprutino, le più rappresentative. Ringraziamo i 603 soci che hanno condiviso insieme al comitato i valori di costituzione di una banca locale. Persone che volevano riappropriarsi del territorio fin qui troppo spesso usato per raccogliere risparmio restituendogli, al contrario, poco. Era anche un modo per ritrovare quell’orgoglio di essere cittadini vestini: quell’orgoglio purtroppo soffocato da anni”.

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