Nel corso di questa intervista de Lacerba, il Presidente della Regione Abruzzo Marsilio traccia una linea della situazione in Abruzzo.

Presidente, grazie per aver accettato di rispondere alle nostre domande in un momento di forte impegno politico legato alle tante problematiche causate dal Covid-19. Qual è al momento il quadro pandemico in Abruzzo? È un quadro in costante miglioramento, questa è la quarta settimana che la nostra Regione avrebbe registrato dati da zona gialla, abolita con decreto-legge.  Domani, come ogni venerdì, l’unità di crisi valuterà i dati epidemiologici e l’auspicio è che i dati della provincia aquilana, di cui molti Comuni sono in zona rossa da lunedì scorso, siano buoni e che l’indice Rt torni a scendere senza influenzare il dato regionale, che è sensibilmente migliorato. Del resto non potevamo vanificare due mesi di sacrifici e sofferenze, abbiamo dovuto assumere misure restrittive, come facemmo per Chieti e Pescara, per arrivare al giorno delle riaperture in condizioni di poterlo fare.

Quali sono stati i settori critici più colpiti della nostra economia e le conseguenze sui posti di lavoro e i lavoratori ? La ristorazione è stata senz’altro uno dei settori più penalizzati in assoluto, anche perché molti imprenditori avevano investito sulle loro attività per renderle più sicure attraverso la riduzione dei coperti e prevedendo il necessario distanziamento tra i clienti. Una cosa è certa: il contagio si sviluppa in particolar modo negli assembramenti incontrollati, chiudere tutte le attività non è una risposta risolutiva. A questo punto, essendo la nostra una regione che vive anche e soprattutto di turismo, il Governo dovrebbe indicare una data per le riaperture delle attività, così da consentire alle strutture di organizzarsi per tempo e fare un minimo di attività promozionale perché la stagione turistica si organizza adesso. Paradossale che si possa andare all’estero ma non in Abruzzo. È arrivato l’ok del governo alla Figc per la disputa delle gare a Roma degli Europei di calcio in programma a giugno con la presenza di una quota di spettatori pari ad almeno il 25% della capienza dello Stadio Olimpico. Capisco che il calcio muova interessi economici importanti, ma se vale per il calcio evidentemente si può, anzi di deve ipotizzare una data anche per le altre attività.

Quali sono i provvedimenti intrapresi a sostegno dei ristoratori? Come dicevo prima, si è fatto troppo poco e nella vecchia prassi dei DPCM non si teneva neanche conto della necessità degli imprenditori di approvvigionarsi tempestivamente presso i fornitori. Si viveva alla giornata. Quanto ai ristori, o sostegni che dir si voglia, mi unisco alla richiesta di famiglie e imprese affinché arrivino dal Governo maggiori e più eque risorse. L’annuncio di un nuovo scostamento di bilancio va in questa direzione. Nel frattempo, la maggioranza di centrodestra in Consiglio Regionale è pronta a depositare un nuovo disegno di legge per autorizzare la finanziaria regionale a erogare altri 10 milioni di euro per le aziende in difficoltà.

Le infrastrutture rappresentano una priorità per l’utilizzo dei fondi del Recovery fund. La regione Abruzzo come si sta preparando? L’Abruzzo già lo scorso 15 ottobre, come da nostro cronoprogramma, ha inviato la sua proposta-contributo al Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), per il tramite del Presidente del Consiglio e dei Ministri agli Affari europei e agli Affari regionali. L’Abruzzo è stata tra le prime cinque Regioni italiane ad inviare al Governo un documento compiuto, contenente 74 progetti. Il momento legato alla nuova programmazione e agli strumenti del dispositivo Next generation Eu è troppo importante per non cogliere tutti insieme la prospettiva di far emergere le esigenze del territorio, dal basso, per la costituzione di una “Banca dei progetti” e a tal proposito ricordo che abbiamo avviato l’ascolto partenariale economico-sociale ed istituzionale già a dicembre del 2019 sino alla presentazione, lo scorso 7 aprile, del documento “Abruzzo Prossimo”. L’Abruzzo soffre una carenza di infrastrutture da Est a Ovest e tra Nord e Sud. È il motivo per cui ho posto la questione delle infrastrutture come priorità del mio mandato e, in particolare per i collegamenti trasversali, siamo già al lavoro con le altre Regioni, RFI e MIT. Il potenziamento della ferrovia Roma-Pescara significa anche collegare Civitavecchia a Ortona per dare sostanza a un corridoio mediterraneo da riconoscere anche a livello comunitario, progetto che viene finanziato in parte nel Recovery Plan. Ho chiesto al Ministro Giovannini garanzie sulla copertura dell’intero intervento, inserendolo nel contratto di programma con RFI e sono certo che l’impegno verrà onorato. Nei prossimi giorni presenteremo il progetto di Anas per il raddoppio della Avezzano-Sora, altra importante arteria che collega Lazio, Abruzzo e Campania tramite Cassino. Ho sollevato con forza il tema della realizzazione della terza corsia dell’A14, quando tutti credevano fosse irrealizzabile, del potenziamento dei porti e dell’alta velocità ferroviaria. Con l’Umbria e il Lazio abbiamo chiesto di finanziare la trasformazione a idrogeno della linea ferroviaria che da Sansepolcro giunge a Sulmona via Terni, Rieti e L’Aquila, oltre a condividere un’avanzata progettazione europea sulle Hydrogen Valley che mette insieme il Porto di Civitavecchia, le acciaierie di Terni e il bacino sciistico-montano dell’Altopiano delle Rocche, progetto di cui la Regione Abruzzo è coordinatrice.

Rispetto al governo precedente, quali cambiamenti si attende dal nuovo governo a guida Draghi?Sinora, dispiace dirlo, non ho notato grandi cambiamenti tra il Conte 2 e il governo Draghi, a cominciare dalla conferma di alcuni ministri in ruoli chiave come la Salute. Se penso, poi, alla decisione presa dal governo Draghi di eliminare le zone gialle, la trovo peggiorativa: io avevo chiesto di rispettare le fasce di colore esistenti. Se non ci fosse stato il decreto legge con cui le fasce sono state divise in bianche, arancioni e rosse, per noi questa sarebbe la quarta settimana consecutiva in zona gialla e non arancione. È un modo di gestire la pandemia schizofrenico. Ci ritroviamo a vivere in una condizione di quarantena forzata, con le attività economiche chiuse da troppo tempo, molte delle quali purtroppo non riusciranno ad aprire. Manca chiarezza anche su questo: credo sia arrivato il momento di stabilire un calendario di riaperture con date certe. Rimandare in base ai dati sta diventando un alibi, specialmente in Regioni dove i dati epidemiologici si sono ormai stabilizzati.

Il nostro è un giornale diffuso principalmente nell’area vestina.  Il ventennale progetto della realizzazione della Mare Monti, più volte archiviato nel corso degli anni accompagnato da diatribe politiche e giudiziarie, potrà trovare pace affinché questa strada si realizzi? Me lo auguro, perché è un’arteria importante. Purtroppo durante la realizzazione del primo lotto si è aperto un contenzioso civile tra Anas e la ditta appaltatrice, che è tutt’ora in corso. In ogni caso, Anas ha recentemente ribadito di voler procedere con il completamento dell’opera e ha affidato la progettazione esecutiva per il secondo lotto. L’auspicio è che si chiuda presto il contenzioso e si possano iniziare i lavori in tempi brevi.

Se dovesse tracciare brevemente un bilancio del suo mandato in questi primi due anni, quali sono le cose che rifarebbe e quali no? Con i se e con i ma non si fa la storia e, più modestamente, non si amministra una Regione. Una cosa è certa: l’emergenza sanitaria ci ha colto di sorpresa. Ha colto di sorpresa tutto il mondo, direi. E inevitabilmente ha assorbito buona parte delle nostre energie e risorse, diventando la priorità delle priorità. Questo non ci ha impedito, tuttavia, di mantenere fede agli impegni presi con gli elettori.  Certo, molto è ancora da migliorare, ma ci stiamo attrezzando per cogliere nella seconda metà del mandato gli ambiziosi obiettivi che ci siamo dati e uno su tutti: non più una regione a due velocità, ma una regione più solidale sul piano sociale e forte su quello economico, in grado di valorizzare le proprie immense potenzialità, svolgere un ruolo strategico nello sviluppo dell’Italia centrale e avere una voce autorevole anche in Europa.

Lei è un esponente di Fratelli d’Italia, oggi all’opposizione rispetto ai Suoi alleati Lega e Forza Italia. Come sono oggi i rapporti all’interno del suo governo regionale con queste forze politiche? I nostri rapporti sono buoni, come sempre, non sono cambiati con la scelta che Forza Italia e Lega hanno fatto di entrare nel Governo. A Roma ho trovato grande disponibilità a collaborare nell’interesse dei territori e nel rispetto dei ruoli istituzionali. Ci tengo a sottolineare, peraltro, che ho la fortuna di avere una Giunta regionale e una maggioranza consiliare composta da persone di qualità e dotate di varie competenze. Come in tutte le famiglie, possono verificarsi incomprensioni e discussioni, anche accese nei toni, ma se ne esce ogni volta più uniti e determinati a fare meglio.

Guardando al suo futuro politico, pensa di continuare questa sua esperienza in Abruzzo o intravede un ritorno a Roma? Non può esserci maggiore soddisfazione che governare la propria regione, la terra dei tuoi genitori, una terra cui sento di appartenere. Anche se sono nato e vissuto a Roma il legame con le mie radici non si è mai spezzato. Avverto molto questa responsabilità, l’ho assunta in piena consapevolezza e con amore per l’Abruzzo. Credo che i sindaci, più di altri, possano capire quella miscela di orgoglio e impegno necessaria ad accendere il motore ogni mattina di noi amministratori, dimenticandoci feste e vacanze. Non vedo l’ora in cui sconfiggeremo questa pandemia, perché mi manca molto la possibilità di incontrare le persone, visitare i luoghi. Certo, i moderni mezzi di comunicazione ci sono stati molto utili e lo saranno anche in futuro, ma niente dà più forza di una stretta di mano, di un abbraccio, di una chiacchierata davanti al fuoco.

Ringrazio ancora per il tempo che ci ha dedicato e l’attenzione che ci ha riservato.

di Remo Di Leonardo

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