“Buongiorno, come sapete da circa sei mesi non sono più in servizio nel Comune di Loreto Aprutino, però cerco di tenermi informato su quello che succede nel mio paese, in particolare per quello che riguarda la gestione dell’emergenza sanitaria che, purtroppo, dura da più di un anno. Sono convinto che l’emergenza potrà essere superata soltanto nel momento in cui si saranno vaccinate la maggior parte delle persone, sia in Italia, che in Europa e infine nel mondo intero.All’inizio dell’emergenza ci sono stati parecchi problemi dovuti al fatto che, per questioni di “privacy” avevamo grosse difficoltà ad avere i nomi delle persone che, via via, risultavano positive al maledetto virus SARS-COV-2 e, di conseguenza, agivamo un po’ alla cieca .Avendo la responsabilità della gestione del C.O.C. del nostro Comune mi trovavo nella difficile situazione di dover mandare il personale del C.O.C., o gli addetti alla raccolta dei rifiuti, ad operare con persone che non sapevamo se potessero contagiarli o meno. Ricordo anche che, nel momento in cui il Governo ha lanciato l’app “Immuni” per cercare di tracciare i contagi, si sono levate immediatamente innumerevoli proteste che riguardavano la “privacy” delle persone e tutte le problematiche conseguenti, voci talmente diffuse che, di fatto, il tracciamento tramite app è saltato prima ancora di partire. Oggi invece mi ritrovo con i cittadini di Loreto che pare siano ben contenti di avere degli Assessori che li chiamano per convocarli per la vaccinazione. Su questo punto avrei qualcosa da dire e davvero mi piacerebbe sapere cosa ne pensate.Le prenotazioni per la vaccinazione si fanno sul portale della Regione, indicando il numero di telefono e, se si vuole, una casella mail dove essere contattati e dovrebbe essere la ASL a contattare le persone per la vaccinazione ma, per motivi facilmente intuibili, le ASL si appoggiano ai Comuni. I Comuni nei quali presto servizio adesso, tutti più piccoli di Loreto e tutti con personale molto inferiore di numero, si sono organizzati incaricando uno o più dei pochissimi dipendenti di occuparsi della gestione delle chiamate per le vaccinazioni. Né i Sindaci, né altre figure “politiche” si occupano, almeno direttamente, di prendere le liste fornite dalla ASL e di chiamare i cittadini e organizzare i turni di vaccinazione. A Loreto, invece, pare che siano direttamente uno o più Assessori a fare questo lavoro.Ora, per quel poco che ne so, la normativa impone che le figure politiche diano le famose “direttive” agli uffici che hanno a disposizione e li mettano in grado di operare e poi, gli uffici, seguendo le direttive date, si occupano di svolgere il lavoro richiesto. È il famoso principio di separazione tra politica e amministrazione che, evidentemente, a Loreto pare non si applichi. Questo può significare due cose: o gli uffici, e quindi i dipendenti, del Comune di Loreto non sono ritenuti in grado di svolgere quel tipo di lavoro, e mi sembra strano in quanto, almeno fino a quando ci sono stato dentro, sono stati perfettamente in grado di gestire un’emergenza epocale, come quella che abbiamo ancora in atto, oppure, e mi sembra l’opzione più probabile, qualcuno sta cercando in tutti i modi di avere la maggior visibilità possibile per prepararsi alle prossime elezioni amministrative avendo dalla sua il vantaggio di aver “aiutato” i cittadini nel momento in cui ne hanno più bisogno e riservandosi probabilmente di ricordandoglielo, ad ognuno, quando servirà qualche voto in più. Nel primo caso sarebbe un’ammissione di fallimento dell’Amministrazione, in quanto vorrebbe dire, come minimo, che la stessa non ha messo in grado gli uffici comunali di lavorare nell’interesse dei cittadini. Personalmente sono convinto, conoscendo bene il personale che opera nel Comune di Loreto Aprutino, che gli uffici sarebbero in grado senza alcun problema di gestire questa incombenza, anzi, probabilmente lo farebbero anche in maniera migliore. Soprattutto, i dipendenti del Comune, tenuti per legge all’osservanza del segreto d’ufficio, non hanno nessun interesse, né motivo, di approfittare eventualmente delle notizie che verrebbero a sapere sui cittadini di Loreto lavorando sulle liste per le vaccinazioni. Nel secondo caso, a mio modo di vedere, sarebbe un indebito vantaggio “elettorale” che qualcuno degli attuali amministratori si sta procurando approfittando del bisogno e della paura dei cittadini e di questo, forse, bisognerebbe parlare. Premesso questo, le domande che vorrei rivolgere sono le seguenti: considerato che per le vaccinazioni fatte per scaglioni di età il dato sensibile sarebbe quello, appunto, dell’età, che, anche se sensibile, è un dato più o meno evidente, ma per quale motivo uno o più assessori dovrebbero entrare in possesso di dati che riguardano, nel caso delle vaccinazioni per la popolazione cosiddetta “fragile”, tipologia e gravità delle patologie che ognuno di questi cittadini presenta? Sicuri che non ci sia niente da dire sul rispetto della privacy? E, per i consiglieri, sia di minoranza che di maggioranza, in questa vicenda ritenete tutto normale? Ricordo che per le “palle” della piazza si sono alzate polemiche infinite durate anni. Probabilmente queste domande non hanno la stessa importanza delle “palle” della piazza, ma  mi piacerebbe davvero sapere cosa ne pensano gli appartenenti a questo gruppo che, nella stragrande maggioranza, sono cittadini di Loreto.”

Sono le parole di Massimo Pasquariello, fino a sei mesi fa Comandante della Polizia Municipale e responsabile del C.O.C., centro operativo comunale di Loreto Aprutino, che lancia sul gruppo Facebook Sei di Loreto Aprutino se…un macigno lontano dalle invettive dell’Inferno dantesco eppur capace di destare e mordere le colpe di molti viventi. Un je accuse talmente forte che, forse e fortunatamente, per la prima volta ha gelato la piazza virtuale dei leoni da tastiera e ha rinvigorito quella reale i cui frequentatori quotidiani, il giorno dopo, se ne chiedevano ragione e motivazione. Noi glielo abbiamo chiesto al dott. Pasquariello, per sciogliere i pretesti di qualsiasi creatore di fantasmi che potesse decurtare, da quella riflessione affidata ad un social, l’autorevolezza di un pensiero che non era diretto a nessun in particolare ma a tutti e ciascuno, una quaestio religiosa a mo’ del sommo poeta che intendeva tale ogni questione morale ma anche etica, politica, civile e sociale. Il quesito, precisa il comandante, è rivolto a tutti i loretesi, al loro esser dimentichi che esiste un principio di distinzione tra politica e amministrazione, con particolare attenzione al profilo strutturale e organizzativo. Lo sancisce la Costituzione all’art. 97 che definisce come i pubblici uffici siano organizzati secondo disposizioni di legge, in modo da assicurare l’imparzialità e il buon andamento dell’amministrazione. 

L’ambito di effrazione pratica è quanto sta accadendo a Loreto Aprutino dove Sindaco e Assessori si occupano di organizzare le liste fornite dalla ASL, di chiamare personalmente i prenotati nel portale della Regione e di sovrintendere le fasi operative della vaccinazione. Lo scrupolo  è che la particolare posizione sanitaria delle persone chiamate direttamente dall’assessore di turno possa essere occasione  di una sorta di vantaggio elettorale considerato che le prossime elezioni saranno tra due anni. Tempi giusti per cominciare la campagna. A pensar male si fa peccato ma l’occasione fa sempre l’uomo ladro, è per questo che esistono le norme di legge e le norme di merito e di opportunità. Il dubbio posto da Pasquariello nell’intento di elevare un dibattito, risiede anche nella questione della privacy che deve essere tutelata in quanto nessuno- men che mai un politico-possa trovarsi nelle condizioni di gestire dati personali e dati sensibili di cui alla legge 675 del 1996 e al decreto legislativo 196 del 2003 che ne determinano l’utilizzo  a finalità specifiche e ben stabilite. Qualcuno sarebbe portato a dire che in un piccolo paese l’altruismo e la messa a disposizione del proprio tempo sia normale anche per un assessore ma è vero tutto il contrario, proprio nel piccolo paese bisognerebbe tutti attenersi ad un codice deontologico atto a fugare qualsiasi dubbio sulla parzialità dell’azione amministrativa che non si riduce solo alla decisione da prendere ma anche all’esigenza di comportamenti ispirati alla correttezza istituzionale tale da  apportare un miglioramento della qualità della vita democratica di tutti i cittadini Princìpi che non conoscono dimensioni grandi o piccole e che, semmai, dovrebbero esser più dovuti nelle seconde. Se a porre tali questioni giunge un responsabile di servizio pubblico, nella sua qualità anche di cittadino residente, appare lecito chiedersi non perché lo faccia o se lo faccia scegliendo un canale di comunicazione come facebook ma se ciò non sia un campanello di allarme su come la linea di demarcazione tra politica democratica ed arroganza istituzionale si stia sempre più assottigliando. La lettura si potrebbe concludere con quanto ognuno di noi, invece, vorrebbe rifuggire, riconoscendo a Loreto un passato più dignitoso sotto questo versante: non è che se si parla di “palle”- riferendoci ovviamente agli arredi di piombo posti nella piazza– è più facile alzare polveroni mentre oltre la spera che più alta gira ognuno perde favella e amor proprio? Sempre questione di attributi, potremmo concludere.

Ai posteri l’ardua sentenza ma che non sia vera gloria è sotto gli occhi anche dei contemporanei.

S.d.L.

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