Alle prime ore di oggi, la dottoressa Carla Chiola (nessuna parentela con gli ex proprietari del castello, solo una coincidenza dovuta al cinico destino), nominata tecnico custode dal Giudice per le esecuzioni immobiliari del Tribunale di Pescara Elena Colantonio, si è presentata davanti al cancello della storica dimora per cambiare tutte le serrature dell’immobile. Ufficialmente il castello Chiola sarà venduto all’asta, presumibilmente tra qualche anno, salvo opposizione dei proprietari. È il triste epilogo di una struttura aperta verso la fine degli anni ’90 e rimasta chiusa, per due anni, a causa della pandemia.

Carla Chiola avrà trenta giorni di tempo per liberare l’immobile da tutti gli arredi e le attrezzature per poterla vendere. Il castello Chiola ha rappresentato un volano economico importante per Loreto e la sua chiusura, a causa del virus, è stato un pugno nello stomaco. L’amara vicenda si inserirà, sicuramente, dopo le votazioni del 25 settembre, nel dibattito politico cittadino visto che a breve si entrerà nel clima rovente delle elezioni amministrative locali per il rinnovo, ad aprile 2023, del consiglio e del sindaco di Loreto Aprutino.

Il castello potrebbe tornare ad essere un hotel di lusso, se acquisito da società del settore, o diventare un centro culturale dove organizzare congressi, eventi e manifestazioni di un certo rilievo. Ed è proprio su questo aspetto culturale che la futura amministrazione comunale dovrà cimentarsi e rimboccarsi le maniche trovando e coinvolgendo enti che possano finanziare il progetto. Volontà permettendo.

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