La storia siamo noi, canta Francesco De Gregori, e siamo anche noi il ricordo della storia perché, come nel caso di Carlo Bonfiglio, sono dei semplici cittadini che, da anni fanno in modo di ricordarlo o meglio, di trasmettere l’importanza del non scordare gli episodi orribili legati alla seconda guerra mondiale. Quello di Carlo è uno di questi perché era un giovanissimo allievo del Corso Ippogrifo dell’Aeronautica Militare e che alla guerra proprio non ci voleva andare. Disertore costretto a rifugiarsi a Loreto, accolto e protetto  ma, come ben è stato ricordato, qui anche tradito e mandato alla morte. Fucilato l’11 giugno 1944 dal battaglione San Marco della Repubblica di Salò. 

L’anno scorso, quei cittadini, capitanati da Francesco Di Pietro, motore e anima dell’iniziativa, si erano ritrovati in via Cesare Battisti per la cerimonia di apposizione della targa nella abitazione dei signori Antonio e Costanza (oggi la proprietà è di Pierluigi Pace) i coniugi che diedero ospitalità a Carlo Bonfiglio, 

La targa di Colle Stella

Quest’anno, seppur in formazione ridotta, gli indomiti guidati da Di Pietro, non hanno voluto cedere alla dimenticanza e si sono recati presso Colle Stella per omaggiare con un mazzo di fiori il luogo, reso sacro dal sangue di Carlo, reso memoria dalla targa sull’albero. Nei giorni precedenti, insieme ad altri volontari- Aleardo Rubini, Leonardo Fabbrizio, Tommaso Evangelista e Giorgio Di Tullio– Di Pietro si era occupato di far tagliare l’erba e a pulire lo spazio circostante riempito da rovi e sterpaglie. Quello dell’11 giugno, seppur in forma sempre più privata, è ormai un rito al quale chi può partecipa, sperando che le istituzioni decidano un giorno, di abbracciare la causa e di inserirla nel calendario degli appuntamenti da non scordare. 

 

da sx Fausto Roncone, Aleardo Rubini e Daniela Valentini

A porre i fiori ai piedi dell’albero ci ha pensato Maria Mascioli mentre erano presenti, oltre il promotore ed i suoi assistenti, Daniela Valentini e Federico Acconciamessa, Fausto Roncone, Renato Mariotti,  Achille Rasetta.

 

Maria Mascioli nell’atto di deporre i fiori

 

Francesco Di Pietro con due componenti della Protezione Civile

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