Riceviamo e pubblichiamo

Al Direttore di Lacerba Berardo Lupacchini

OGGETTO: Comunicazione circa la diffusione da parte di testate giornalistiche di anomalie e ritardi della Campagna vaccinale Covid-19 sul territorio di Loreto Aprutino.
La campagna vaccinale Covid-19 sul territorio di Loreto Aprutino è iniziata l’8 marzo 2021 secondo quanto previsto dal piano operativo della Azienda Sanitaria Locale di Pescara. Di fatto l’ASL costituì dei team vaccinali, uno dei quali destinato all’area Vestina. Con l’avvio dell’attività si iniziò a Penne, poi a Città Sant’Angelo, quindi Loreto Aprutino, Collecorvino ed infine Picciano. I cittadini dei paesi limitrofi furono inviati nelle diverse sedi suddette.
Il ritardo addebitato dai servizi giornalistici è da annoverare, semmai, alle attività programmate a livello aziendale. Ciò viene detto non per scaricare le responsabilità, poiché l’Amministrazione da me presieduta ha sempre partecipato tramite l’Assessore Maria Mascioli (delega alla Protezione Civile) alle video-riunioni settimanali che il Presidente della Provincia Antonio Zaffiri ha promosso tra i Comuni ed i vertici della Sanità e della Protezione Civile. In tale sede venivano discusse e condivise le linee guida, i criteri e le raccomandazioni operative a cui attenersi. In prossimità delle giornate vaccinali, ai Comuni sono state fornite dalla ASL le liste in cui i cittadini che avevano manifestato l’interesse alla vaccinazione erano elencati secondo l’anzianità di prenotazione e man mano che la campagna vaccinale avanzava divisi per categorie (over 80, legge 104, caregiver, fragili) e qualora si conoscesse quale vaccino fosse disponibile a chi lo chiedeva si comunicava, puntualizzando che la scelta finale era di competenza del medico vaccinatore.
Da Sindaco pro tempore del Comune di Loreto Aprutino ho firmato e sottoscritto il Protocollo d’Intesa con la ASL al fine di garantire i tempi e le direttive previste dal Governo e dalla Regione. Nel Protocollo è prevista la mia designazione quale responsabile del trattamento dei dati personali, come giustamente l’ex Comandante della Polizia Locale ci ha ricordato sui social e a cui va il mio più sentito ringraziamento per l’impegno profuso a tutt’oggi nonostante non sia più un dipendente di questo Ente ma allo stesso ricordo e riporto l’art.17 bis comma 4, del Decreto-legge 17/03/2020, n. 18 che prevede quanto segue: “avuto riguardo alla necessità di contemperare le esigenze di gestione della emergenza sanitaria in atto con quelle afferente alla salvaguardia della riservatezza degli interessati, i soggetti di cui al comma 1 possono conferire le autorizzazioni di cui all’art.2 quaterdecies del codice di cui al decreto legislativo 30/06/2003, n. 196 (Codice della Privacy), con modalità semplificata, anche oralmente”.
Il Comune di Loreto Aprutino dopo essere stato nominato Responsabile del trattamento dei dati della ASL, ai sensi dell’art. 28 del GDPR, ha quindi attribuito in modalità semplificata, oralmente, specifici compiti e funzioni di cui all’art.2 – quaterdecies del Codice della Privacy – su impulso del sottoscritto, che ha agito quale rappresentate legale dell’Ente, in conformità alle previsioni del citato articolo 17-bis com. 4 del D.L. 17 marzo 2020 n.18. Per quanto attiene poi alla scelta, operata dal sottoscritto in tale contesto, di affidare specifici compiti e funzioni anche ad Amministratori dell’Ente, valutata dal punto di vista del diritto alla Privacy degli interessati, essa non va in contrasto con il citato art. 2-quaterdecies del Codice della Privacy, il quale prevede che funzioni e compiti specifici di trattamento di dati personali possano essere attribuiti dal titolare (la ASL) o dal Responsabile del Trattamento (il Comune) a persone fisiche, espressamente designate, che operano sotto la loro autorità, lasciando la libertà ai suddetti soggetti (Titolare o Responsabile) di individuare “le modalità più opportune per autorizzare al trattamento dei dati personali le persone che operano sotto la propria autorità diretta”. Di fatto l’Assessore Mascioli, insieme ad altri amministratori, ai volontari della PAV e agli impiegati del Settore I, ha provveduto a chiamare e compilare le liste di conferma, comprese le eventuali riserve, che venivano reinviate in tempo utile agli uffici dell’ASL concludendo il ciclo virtuoso dell’operare con trasparenza. Mi preme segnalare la puntuale e proficua collaborazione con il dott. Antonio Baldacchini, coordinatore del team vaccinale Vestino, e la dott.ssa Tiziana Di Marcoberardino.
IL FATTO. Risulta che il giorno 7 marzo 2021 alle 10:57 con una telefonata durata 3 minuti e 46 secondi fu contattata la famiglia della signora anziana a cui fanno riferimento i servizi giornalistici, presente nella lista fornita dalla ASL. La stessa figlia che rispose al telefono la mattina dell’8 marzo si recò presso il Palatenda di Via Roma ed ebbe un colloquio con il Presidente della locale Protezione Civile (PAV) sig. Pasqualone Renato. Non fu confermato l’appuntamento e bene fece l’anziana signora con i suoi congiunti a non produrre una autocertificazione mendace (Allegato C della modulistica vaccinale) evitando di presentarsi presso la sede vaccinale dove avrebbe messo a rischio di contagio il personale sanitario, i volontari della Protezione Civile e della Croce Rossa ed i cittadini che si accingevano alle operazioni vaccinali. Purtroppo, l’anziana signora è deceduta dopo 10 giorni. Ci sono state poi altre giornate vaccinali presso il Palatenda di Via Roma fino all’11 aprile, ed intanto l’azienda sanitaria ha istituito gli hub vaccinali sparsi sul territorio provinciale cosicché i cittadini di Loreto Aprutino hanno cominciato a recarsi presso la sede di Penne, dove già durante il mese di marzo si erano recati in base alle disponibilità delle dosi.
Non sono in grado di quantificare quanti cittadini di Loreto Aprutino hanno ricevuto il vaccino, infatti è impossibile tenere il conto degli operatori sanitari, personale scolastico, forze armate, ascensoristi, informatori farmaceutici, pazienti oncologici e dializzati vaccinati presso i reparti ospedalieri, cittadini che hanno prenotato sulla piattaforma delle Poste e partecipanti del vaccino day. Di certo sappiamo che attraverso l’attività di chiamata del Comune sono state somministrate nelle sedi di Loreto e di Penne 1320 tra prime e secondi dosi, e restano da chiamare in base alle liste fornite dalla ASL altre 250 persone della categoria fragili. Inoltre presso la nostra struttura sono stati vaccinati con Astrazeneca anche 20 Carabinieri inviati dal Comando Provinciale, e si segnala che alcuni medici di base, aderendo alla campagna vaccinale, hanno somministrato la prima dose a pazienti allettati, o con gravi difficoltà di deambulazione o assistiti in ADI o ADP. Ci si augura, come anche raccomandato dai vertici aziendali, che il sindaco di Penne responsabile dell’hub vestino convochi, anche se ormai con un ritardo di 50 giorni, i medici del territorio che hanno aderito alla campagna vaccinale, offrendo ospitalità operativa nella sede pennese così come avviene in altri hub vaccinali, al fine di rendere più celere e capillare la vaccinazione di massa.
Non comprendo le anomalie denunciate nei servizi giornalistici e le presunte indagini in corso dei NAS, che sicuramente devono svolgere gli opportuni controlli e verifiche. I toni allarmistici e il diffuso sospetto alimentato non giovano alla rassicurazione della popolazione loretese, già fortemente provata da questa pandemia che ha prodotto gravi lutti e un disagio socioeconomico incombente. Comunque, vengo
a rassicurare Sua Eccellenza che le operazioni vaccinali nel Comune che amministro si svolgono nella più assoluta trasparenza e sono sicuro che la media delle dosi somministrate sono in linea con gli obiettivi aziendali prefissati, smentendo quanto viene affermato con palese malafede da chi ha denunciato la “catastrofe vaccinale” nel territorio loretese, non andando a verificare le notizie mistificatorie di una cittadina colpita da un grave lutto ma sicuramente disinformata sui fatti.
Ringrazio quanti a vario titolo hanno dato il proprio contributo ad affrontare le difficoltà in questo periodo di pandemia e nell’organizzazione della vaccinazione di massa, adottando metodi di trasparenza e meticolosità che hanno evitato di alimentare bacini di riserve occasionali (furbetti) non compresi nelle categorie, e comunque senza mai sprecare una dose. Sconcertato dalle gravi notizie diffuse ed addolorato dalla non verifica a cui ogni buon professionista risponde deontologicamente, vengo a chiedere alle testate in indirizzo la rettifica di quanto pubblicato.

Concludo rimanendo a disposizione di Sua Eccellenza il Prefetto, delle autorità giudiziarie e dei dirigenti dell’Azienda Sanitaria Locale di Pescara per ulteriori chiarimenti in merito. Il Sindaco Gabriele Starinieri.

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Gentile Sindaco, pubblichiamo volentieri la Sua richiesta di rettifica pur non essendo esplicitato cosa dovremmo rettificare visto che Lei non ce lo indica e visto che, in nessuno degli articoli pubblicati, abbiamo usato l’espressione “catastrofe vaccinale”, limitandoci a riportare dei fatti comprovati e supportati da testimonianze. Forse non è vero che ci sia un’indagine dei NAS? Lei stesso lo conferma, così come conferma di aver incaricato un Assessore a procedere alla gestione ed alle chiamate delle persone in lista di attesa. Abbiamo forse scritto qualcosa di diverso? Diversa è la conclusione alla quale giungiamo, in quanto il nostro giornale ha posto il dubbio se un Assessore possa occuparsi di tali compiti visto che Loreto ha attivato un C.O.C. da Lei presieduto e necessariamente ripartito in funzioni che debbono essere espletate dai dirigenti di settore o dal personale amministrativo cosiddetto tecnico mentre Lei li mette addirittura all’ultimo posto “di fatto l’Assessore Mascioli, insieme ad altri amministratori, ai volontari della PAV e agli impiegati del Settore I, ha provveduto a chiamare e compilare le liste di conferma, comprese le eventuali riserve, che venivano reinviate in tempo utile agli uffici dell’ASL concludendo il ciclo virtuoso dell’operare con trasparenza“ La trasparenza è una garanzia di responsabilità nei confronti delle stesse istituzioni e che non risiede o meno nel valore delle singole persone ma nella distinzione tra funzione politica e funzione amministrativa in modo che, di fronte ad un cittadino che chiede cosa sia accaduto, si sappiano dare risposte. 

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