Un flashmob, il ritorno della Novena, un libro. La vita sociale di Loreto Aprutino, da un po’ di anni limitata, quest’anno dalla normativa anti Covid, ha preso un po’ di respiro grazie al Patrocinio del Comune.
Il flashmob, organizzato dall’Assessore al Commercio ed alle Attività Produttive Antonella Di Martile, accolto e realizzato dai commercianti del paese, aveva lo scopo di promuovere e convincere i cittadini ad acquistare locale, privilegiando quindi i piccoli commercianti ed artigiani.
Domenica 20, durante le ore mattutine, nelle vie del centro storico e della Piazza Garibaldi, zampogne e parole cantate si sono diffuse grazie alla sinergia tra l’Associazione Alberi di Maggio e Teatro del Paradosso, nell’impronta Artística dei loro rappresentanti storici, Massimiliano Di Carlo, ricercatore e musicista e l’attore Fausto Roncone. L’antico rito della novena, che tradizionalmente iniziava il 29 novembre per giungere alla celebrazione della Vergine Immacolata e poi proseguire fino all’Epifania, si è adattato a questo tempo sospeso. Nessun assembramento, nessuno a seguire ma tanti affacciati alle finestre in ascolto ed a salvare un rituale in attesa di tempi migliori.
Infine il libro, quello del fotografo Marco Lussuoso che, dopo L’Olio! L’Oro d’Abruzzo del 2019 con relativa mostra presso l’Oleteca ma anche in tanti altri paesi dell’area vestina, ritorna dedicandone uno a Loreto Aprutino, luoghi e volti questo il titolo, con fotografie, di nuovo tutte in bianco e nero, qui forse più comprensibile rispetto all’uso per la rappresentazione degli ulivi. Soprattutto per i ritratti degli abitanti: effettivamente, il bicolore interiorizza e risalta nel medesimo istante. Anche di questo libro, che potrete acquistare alla cifra di 20 euro, il Comune ospiterà una mostra: intanto ha sostenuto l’editato riconoscendo un contributo di 500 euro alla MarcoLussuosoEditore “per la cura e la pazienza” dimostrata dall’autore, così si legge nella delibera di giunta del 4 dicembre 2020 n.133 su richiesta pervenuta in data del 3 dicembre 2020 da parte dello stesso Lussuoso.

Al di là del rilievo di concedere un contributo ad una impresa privata che trae già un guadagno dalla vendita del libro, assolutamente legittimo, ci chiediamo se l’espressione di “cura” attribuito al lavoro basti, invece, a legittimarne l’opportunità. Che i componenti della giunta avessero partecipato in qualità di modelli lo sapevamo fin dall’estate visto l’invito diffuso pubblicamente a recarsi presso lo studio GT Foto dove la location dello shooting veniva allestito. Ma che fosse un progetto condiviso non ve ne era traccia, Se cosi non fosse apparirebbe solo un’idea privata che, a stampa fatta, avrebbe richiesto un contributo. Sia chiaro e lo ribadiamo, tutto legittimo, Un pò di refusi qua e là nel libro toglierebbero però la nettezza di quella cura sottolineata, qualità culturale che giustifichi la partnership tecnica tra pubblico e privato. Essendo il costo del libro anche non proprio “sociale”, è incomprensibile quel contributo arrivato da un giorno all’altro senza neanche questo tipo di valutazione. Si badi bene, 500 euro non sono niente per un fotografo di fama internazionale quindi perché farlo? Non essendoci progetto né la massima cura non resta che la pazienza come causa di giustificazione. Quella dei loretesi, veramente tanta. Non ce ne voglia Marco Lussuoso, che ci è anche simpatico, ma sta diventando veramente insopportabile questo girone da terzo canto dantesco sulla riva del fiume Acheronte. Non ce ne voglia, a lui anzi il nostro plauso per un’operazione marketing che punta sullo spirito identitario del paese, strizzando è vero un po’ l’occhio a tutti ma almeno ponendo un accenno di quello che si dovrebbe fare. Ha ragione, in questo, Lussuoso, i luoghi, restituire i luoghi e renderli sempre più pubblici. A forza di guardare le foto su quanto è bella Loreto ci siamo dimenticati che sempre più luci si stanno spegnendo. Quelle del Castello, la cui stella luminosa, quest’anno, non ha guidato alcun dito ad indicare il punto più in alto. Quelle della casa di riposo, ad esempio: il sindaco Starinieri, nel messaggio di auguri, lanciato in streaming, promette la sua intermediazione per farla riaprire. Ci crediamo, intanto sarebbe interessante sapere perché tutto è stato lasciato così, come quel maledetto giorno dell’evacuazione del 27 marzo 2020: tutto sottosopra, in disordine, addirittura con i tavoli della colazione ancora imbanditi ed una finestra lasciata aperta che qualcuno, fortunatamente, ha richiuso. Ha ragione Lussuoso a fotografare i luoghi ma è nella restituzione degli stessi che si misurano gli obiettivi di una politica culturale che, a differenza degli obbiettivi, non si aprono né si chiudono. Si fissano e si raggiungono senza soluzione di continuità, ponendoli l’uno in conseguenza dell’altro così da non apparire sporadici ed estemporanei. 

E faremo finta di dimenticare la quasi venuta dell’ambasciatore russo che, onorato di aver ricevuto la cittadinanza onoraria, avrebbe potuto durante la pandemia e relativo confinamento fare qualcosa in più per il suo paese adottivo visto che lo stesso, come si legge dalle cronache, avrebbe onorato il legame con l’illuminazione degli archi del proprio municipio. (https://www.abruzzoinvideo.tv/politica/coronavirus-monumenti-di-silvi-loreto-aprutino-e-citta-sant-angelo-si-illuminano-dei-colori-della-bandiera-russa-it119566__a34442.html)

E faremo finta di dimenticare il workshop internazionale di cinematografia che, nel 2019, si è svolto presso il Teatro De Deo con lo scopo di “proiettare Loreto Aprutino verso un palcoscenico internazionale “

E faremo ancora finta di dimenticare la prima Edizione del Concorso Borgo in fiore, annullato, quando invece, proprio durante il confinamento da pandemia avrebbe avuto un suo se ed un suo perché, magari alimentato dall’implementazione dei contest digitali che hanno avuto un boom sui canali streaming e social.

Facciamo finta di dimenticare. E di fatto dimentichiamo.

S.d.L.

 

 

 

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