Riceviamo e pubblichiamo 

VORREI PARLARE UN PÒ CON VOI, COME UNA SORELLA, UNA MADRE, COME UN’AMICA. COME UNA CHE CREDE IN DIO E CON IL CUORE APERTO VERSO CHI HA BISOGNO, UN CUORE DOVE NON C’È FALSITÀ.
SE SIETE ATEI CAPISCO LE VOSTRE MENZOGNE, COME QUELLA DI PROMETTERE A TUTTO IL PAESE DI PENNE DI RESTITUIRE L’OSPEDALE, QUANDO INVECE OGNI PAROLA È FUMO E NIENTE ARROSTO. IO SONO UNA DONNA DI 75 ANNI CON UN MARITO CHE NON STA BENE E NON FACCIO ALTRO CHE ANDARE SU E GIÙ, DA PENNE A PESCARA. HO POI UN NIPOTE CON LA SINDROME DI DOWN, NON HA I GENITORI E ADESSO GLI HANNO TOLTO ANCHE L’ASSISTENZA AL PAOLO VI.
COSA DOVREI FARE SECONDO VOI SE NON PREGARE DIO DI DARMI LA FORZA DI SOPPORTARE TUTTE LE INGIUSTIZIE? UN GIORNO, SONO CERTA, AVRÒ LA MIA RICOMPENSA , MA VOI? L’AVRETE UNA RICOMPENSA?
CHE DIO VI PERDONI, IO NON POSSO FARLO, POSSO SOLO CHIEDERE AL CIELO CHE ARRIVI IL MOMENTO DI AFFRONTARE L’ESAME DELLA VOSTRA COSCIENZA.

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