PENNE – Lacerba non diffamò i nove medici dell'Utap pennese che querelarono nel giugno 2008 il direttore del periodico, Berardo Lupacchini, autore di un'inchiesta documentata sulla struttura di via Caselli e in particolare con l'articolo titolato "Dottor Pd". Il giornale aveva presentato l'inziativa dell'Utap come una novità organizzativa a totale carico delle casse pubbliche, con un sensibile miglioramento delle entrate professionali dei medici (grazie ai contratti di categoria) e con una forte connotazione politica data dalla presenza ad esempio del dottor De Vico, all'epoca assessore provinciale del Pd, e di altri medici in quota al partito democratico.

 

Il pubblico ministero Andrea Papalia nel settembre 2009 e poi il procuratore capo Nicola Trifuoggi avevano chiesto l'archiviazione dell'accusa. Il 15 dicembre scorso il giudice per le indagini preliminari Gianluca Sarandrea ha disposto l'archiviazione per Lupacchini, rigettando l'unica opposizione avanzata entro la scadenza dall'avvocato Federico Squartecchia per conto di Roberto Lucci. La procura aveva scritto che "non può affermarsi che le espressioni usate-sia pure dai toni fortemente critici e polemici-abbiano travalicato i limiti sostanziali del corretto esercizio del diritto di critica e di cronaca giornalistica, non ravvisandosi affermazioni realmente offensive dell'onore e della reputazione dei querelanti". Trifuoggi aveva aggiunto che un eventuale dibattimento in tribunale sarebbe finito con una certa assoluzione. I medici di base querelanti (Roberto Lucci, Pio Pavone, Paolo e Nando Colamartino, Marina Mauriello, Antonio Graziosi, Francesco Cutilli, Graziella Di Silverio Carulli e Silvia Di Tullio, assistiti dagli avvocati Giuseppe Cutilli, Fabrizio Silvani e Federico Squartecchia), avevano tentato di opporsi all'archiviazione: i loro ricorsi però furono prodotti fuori dai termini, mentre quello di Lucci è stato rigettato dal gip che non ha dunque ritenuto neppure di convocare l'udienza. 

 

 

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