PENNE – Un albergo dove ospitare le quarantene. Sarebbe stato individuato dall’unità di crisi della Protezione civile regionale nel Pescarese dove il contagio da coronavirus ha i numeri nettamente più alti in Abruzzo (superata quota 100) e dove sta avanzando nei due focolai registrati nell’area vestina-Città Sant’Angelo e in quella del capoluogo adriatico, sia pure con differenze date dal fatto che nel primo focolaio si tratta di soggetti con età decisamente più elevata.

Ci sarebbe stata dunque la disponibilità mostrata dal titolare di una struttura alberghiera di mettere al servizio della Protezione civile le camere dove si sistemerebbero le persone colpite da Covid-19 in sorveglianza sanitaria o in isolamento fiduciario o in permanenza domiciliare. Accoglienza anche per quei malati che, superata la fase più acuta, per ragioni di prudenza non possono tornare nelle proprie abitazioni. Nelle prossime ore se ne saprà di più, insomma, alla luce della normativa di massima urgenza varata ieri dal governo che consente procedure velocissime per entrare in possesso di alberghi e cliniche. Si pensi agli hotel della costa pescarese, quelli più facilmente raggiungibili, che hanno già vissuto in questi anni esperienze analoghe, legate alle emergenze del terremoto aquilano del 2009, così come quella relativa alla sistemazione logistica dei numerosi profughi dal 2016 in poi. Intanto, è sempre complicata la situazione a Penne e nell’area vestina. L’ospedale San Massimo è sotto pressione ma, riorganizzato, sta reggendo bene al carico di pazienti (una ventina qui ospitati sugli oltre 70 degenti in Abruzzo), anche di quelli trasferiti da Pescara nella riattivata a tempo pieno terapia intensiva. Il focolaio locale è legato in primis al contagio avvenuto una decina di giorni fa per il ricovero di un 70enne di Città Sant’Angelo che poi ha esteso il virus a medici (ben tre positivi e in isolamento), infermieri ed operatori socio-sanitari, oltre che cuoche. Dalla confinante Val Fino teramana, la Lega rilancia con vigore la richiesta dei sindaci al presidente della Regione Marsilio di vietare l’entrata e l’uscita da Castiglione, Elice, Arsita, Bisenti, Montefino e Castilenti e anche e soprattutto da Penne. “Il numero di positivi ai test è uguale a quello di Pescara, con una popolazione che è appena il 10% del capoluogo adriatico. Marsilio agisca subito!”, sottolineano Vincenzo D’Incecco (nella foto), consigliere regionale e capogruppo in consiglio a Pescara e il presidente dell’assemblea pescarese, Marcello Antonelli.

 

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