PENNE – Rinvio di due mesi per l'udienza preliminare davanti al giudice di Pescara per una tranche dell'inchiesta "Vestina". Sul tavolo spicca il dossier sul mercato coperto, trasformato in supermercato dalla B:A: Dieci di Ascoli Piceno, unica a rispondere al bando pubblico, cioè la Conad, che così vinse l'appalto che prevedeva nel 2006 un affitto per dodici anni della struttura.

 

Un bando di gara che secondo la ricostruzione dei carabinieri e del Pm Varone sarebbe stato confezionato su misura alla ditta ascolana in cambio di assunzioni di personale. Pende perciò una richiesta di rinvio a giudizio per falsità ideologica commessa da pubblici ufficiali in concorso fra loro nei confronti dell'ex sindaco Di Marcoberardino, dell'ex assessore e già consigliere comunale Giuliano Evangelista e dell'ingegnere Piero Antonacci dell'ufficio tecnico, autore materiale del bando contestato. Solo per Di Marcoberardino ed Evangelista, in concorso fra loro, invece si aggiunge l'ipotesi di reato della corruzione per atti contrari ai doveri d'ufficio.

Sulla vicenda delle villette in più realizzate dalla ditta Pierdomenico in contrada Ossicelli, per le quali l'amministrazione D'Alfonso ha incaricato l'avvocato Andrea Modesti di trovare una soluzione giuridico-amministrativa adeguata alla delicatissima situazione, non c'è stata la richiesta di rinvio a giudizio per l'ingegner Rocco Petrucci nè per l'ex vice sindaco Alberto Giancaterino. Fuori dal processo, per ora, anche le posizioni dei costruttori Pierdomenico e dell'ex tecnico a contratto dell'urbanistica comunale, Antonio Mergiotti.

Le indagini comunque stanno proseguendo, tenendo conto di quanto accaduto nel 2004 (giunta Fornarola) e nel 2007 (giunta Di Marcoberardino) quando vennero rilasciate le concessioni edilizie. In particolare ci fu una decisione della giunta Fornarola che inquadrò a livello urbanistico il sub comparto, consentendo ai costruttori una superficie coperta maggiore rispetto a quella prevista dal piano regolatore generale, pari appunto a circa quattro villette in più del possibile. Se ne sarebbe dovuto occupare però il consiglio comunale. La ricostruzione della vicenda comunque è stata operata dal capitano Massimiliano Di Pietro e fa parte dell'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip Di Fine nell'aprile 2010, alle pagine 25 e 26.

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