PENNE – Se il nome Nembro incute timore per via della percentuale di contagiati e di vittime da Covid-19 più alta d’Italia, al signor Luigi di 81anni, nembrese doc, è stata salvata la vita dopo un mese di cure in rianimazione, a Penne. La disperazione dei posti letto che scarseggiavano davanti a una marea di malati da coronavirus ha portato un elicottero a trasferire a 600 km di distanza quest’anziano che invece di finire in Germania, come è successo, il 21 marzo è arrivato in un ospedale di provincia del meridione d’Italia che fino a un mese e mezzo fa la politica aveva ridotto a un presidio di quarta serie, la cui rianimazione funzionava raramente e che dall’inizio dell’emergenza conta una divisione Covid-19 con 27 posti letto. L’anziano in coma farmacologico ha così occupato da intubato per tre settimane un letto dei quattro a disposizione della terapia intensiva dell’ospedale e di lui si è presa cura la squadra diretta dal dottor Rosario Pezzella e dai suoi colleghi: sette medici, diciassette infermieri e tre operatori socio sanitari. E che cura: l’ultimo tampone negativo ha sancito la guarigione dell’81enne che ha già cominciato una riabilitazione da completare nella Bergamasca dov’è tornato. “Quando si è risvegliato giustamente non ha capito granché avendoci visti tutti vestiti come degli astronauti. Ha cominciato a riconoscerci dalle voci ed ha potuto salutare con i nostri tablet i suoi parenti”, ha raccontato la dottoressa Alessandra Maurizio. “Aveva una forte insufficienza respiratoria da polmonite tipica da Covid-19. Siamo soddisfatti di questo risultato che premia il lavoro di squadra che stiamo portando avanti”, ha aggiunto il dottor Rosario Pezzella. Il San Massimo dunque segna un altro punto a suo favore. Un ospedale che aspetta di vedere investiti i 12 milioni di euro per la sua ristrutturazione, specie del pronto soccorso, che gli vennero attribuiti nel lontano 1988.  E che attende con rinnovate speranze di tornare ad essere un ospedale di base sede di pronto soccorso. Nel frattempo la comunità locale vorrebbe far ripartire posti letto e servizi in chirurgia ed ortopedia ad esempio, non appena l’emergenza sanitaria sarà fronteggiata dal nuovo e specializzato ospedale di Pescara. La Asl l’ha assicurato al sindaco Mario Semproni, medico ospedaliero e guarito, come il signor Luigi da Nembro, dal virus partito dalla Cina.

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