PENNE – I derivati provocano flussi negativi per le sue casse ed il Comune accusa la BNL di provocargli danni a vario titolo. E’ Giuseppe Belfiore Lo Caprio, commercialista foggiano, in quanto perito del tribunale, ad avere fra le mani la lite giudiziaria che il Comune ha avviato contro la Banca Nazionale del Lavoro di Pescara, nel mirino per aver trattenuto un milione e 564 mila euro di commissioni sui contratti dei derivati, firmati per far fronte ai rischi di oscillazione dei tassi di interesse dei mutui.

 

L’amministrazione Fornarola si affidò alla BNL senza una gara di appalto e sottoscrisse i derivati anche per incassare subito più di 900 mila euro quando nel 2003 al Comune emerse all’improvviso un buco di bilancio per oltre due milioni e mezzo di euro e con 23 milioni di euro di mutui accesi. Il dottor Belfiore è stato appena incaricato dal giudice di studiare la pratica e di fatto deciderà la controversia. Dalle sue valutazioni, infatti, il tribunale pescarese orienterà la propria decisione da cui dipende la possibilità per l’ente vestino di raddrizzare una partita finanziaria cominciata negli anni 2002-2004. Il procedimento contro la BNL è iniziato due anni fa dopo che la CFI & Partners di Pescara, chiamata nel 2005 a fungere da consulente indipendente, si è accorta che la situazione dei derivati stava prendendo una brutta piega per le casse comunali. Andate a vuoto le trattative con la banca per una definizione bonaria della lite, Massimiliano Palumbaro, esperto della CFI, ha perciò indotto l’ente locale ad affidarsi alle carte bollate per reclamare la nullità di due contratti di “Purple Collar” che dal 30 giugno 2008 stanno mettendo l’ente nelle condizioni di andare a debito per eventuali nuovi interessi. Viaggia parallelamente anche la richiesta di risarcimento danni avanzata per due contratti rispettivamente di 695 mila euro e 626 mila euro. L’avvocato Duilio Manella sostiene in aula le tesi del Comune.

 

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