PENNE – Più contagi ogni giorno. E sono 35 gli infettati dal coronavirus, di cui venti i ricoverati al San Massimo, un ospedale che la Asl ha destinato prevalentemente alla cura dei malati di Covid-19 e dove funziona a tamburo battente l’unità di terapia intensiva.

Il presidio sanitario vestino insomma è più che mai vivo, guidato dal dottor Livio Del Duca della direzione sanitaria aziendale, ma che registra ben tre medici fermati dal virus: fra i quali il primario di medicina Dante Orlando e il geriatra, sindaco di Penne, Mario Semproni. Una situazione locale che preoccupa fin dall’inizio della grande crisi e che ha spinto Vincenzo Ferrante, sindaco facente funzioni (il primo cittadino è in isolamento domiciliare poiché contagiato durante il suo lavoro nelle corsie ospedaliere almeno fino a domenica 22: è comunque in buone condizioni, essendo asintomatico) a richiedere qualcosa di davvero significativo: il rispolvero e l’utilizzazione della struttura sanitaria del Carmine dove da vent’anni è aperto il solo distretto sanitario di base in un immenso immobile che, concepito come manicomio, fu poi riconvertito allo scopo di ospitare due residenze sanitarie assistenziali con tanto di cinema-teatro e poltrone ancora sigillate con il nylon, oltre che essere stato meta di atti vandalici a ripetizione. Si tratta di 120 posti letto che esigerebbero però di un intervento straordinario per fornirli della strumentazione adeguata, nel caso la si volesse come una mega terapia intensiva. O magari più semplicemente potrebbe vivere come luogo da dedicare a quarantene per chi ne ha necessità. A questo proposito nel Pescarese sarebbero state individuate due strutture alberghiere, messe a disposizione dai titolari, che servirebbero allo scopo. “L’ho scritto al presidente Conte, al presidente Marsilio, alla Protezione civile e al prefetto di Pescara. Noi abbiamo questa struttura che, come è noto, è bloccata da questioni amministrative ataviche e che dispone però di spazi logistici importanti”. Nel frattempo, la sanificazione disposta dal Comune sta raggiungendo l’intero territorio pennese e gli edifici pubblici. Ma si sta lavorando anche sul restringimento di tutti gli spazi aperti di Penne per quei cittadini che infrangerebbero i divieti di uscire dalle rispettive abitazioni. Chiusi infatti tutti i parchi pubblici e tutti i luoghi di possibile aggregazione. “La polizia locale- spiega Gilberto Petrucci, assessore al bilancio e al patrimonio-sta intensificando i controlli insieme con i militari dell’Arma dei carabinieri affinché i divieti di lasciare le proprie abitazioni vengano rispettati alla lettera. Stiamo pensando anche a misure tributarie che vadano incontro ai nostri contribuenti colpiti dalla crisi, pensiamo cioè a degli sgravi in occasione dell’approvazione del bilancio 2020”.

Berardo Lupacchini

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