PENNE – Il 2010 si è chiuso con un avanzo di amministrazione di 358 mila euro. Si tratta di un dato puramente contabile, dovuto ai residui attivi, cioè a vecchi crediti ancora in piedi, per un rendiconto comunale caratterizzato da qualche voce positiva (accertata un'evasione della tassa rifiuti che permette un'entrata tributaria del più 4%) e dalle difficoltà di sempre come il ricorso alle anticipazioni di cassa, a causa dei problemi di incasso, per due milioni di euro che genera un costo di 200 mila euro.

 

C'è anche la difficoltà di riscuotere crediti. come quello importante con l'Aca di 1.181 mila euro per mutui ed altri 453 mila euro per il ruolo dell'acqua del primo semestre 2003, quando ci fu il passaggio della rete idrica comunale all'azienda acquedottistica consortile. Sui servizi a domanda individuale, il Comune ci ha rimesso 337 mila euro: una scelta politica anche per non gravare ulteriormente sulle tasche dei pennesi che per quest'anno invece pagheranno una tassa rifiuti aumentata da 1,71 euro a metro quadrato a 2,50 euro.   

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