Sarebbe diventato padre per la prima volta fra sei mesi, ma un tragico destino lo ha atteso ieri sulle montagne tanto care ai pennesi: quelle nei dintorni di Campo Imperatore. 44 anni, pennese, sposato, Angelo Petrucci, infermiere nell’area chirurgica del locale ospedale, ha perso la vita in un incidente, cadendo dalla sua moto mentre era in gita con i suoi colleghi. Ha perso il controllo ed è uscito fuori strada: non c’è stato nulla da fare per lui nonostante il tentativo di soccorso operato prima dai suoi compagni e poi dall’elicottero che dalle alture aquilane lo ha trasferito sulla costa: il decesso è stato infatti constatato al Santo Spirito di Pescara.

“Una brava persona, un paramedico serio e di valore”, commenta Antonio Baldacchini del coordinamento infermieristico del San Massimo. “Era da poco venuto a lavorare da noi. Una gravissima perdita professionale ed umana”. Un gruppo pennese di operatori sanitari, “Ospedale su due ruote”, formato da una quindicina di elementi, si era dato appuntamento ieri mattina per un giro motorizzato sul versante aquilano del Gran Sasso. Dopo aver raggiunto Assergi e Paganica, i centauri hanno toccato Rocca Calascio e poi attraverso un percorso più ampio avrebbero fatto tappa a Castel del Monte per finire a Fonte Vetica. Qui a ora di pranzo si sarebbero tutti riuniti e fermati per una sosta culinaria nel locale ristorante riaperto da poco dopo l’emergenza del coronavirus.

E invece la giornata accompagnata da un bel sole ha riservato una tragedia. Quella drammatica sequenza la racconta uno dei testimoni oculari, Gabriele Pasqualone che tra l’altro è segretario regionale della Fials:“Intorno alle 12,30 eravamo sulla strada che da Calascio porta a Castel del Monte quando improvvisamente davanti a me, a distanza di diversi metri, ho visto confusione. I miei amici e colleghi si sono fermati perché a terra c’era Angelo che evidentemente ha perso il controllo della moto in una semi curva, forse a causa della brecciolina presente sull’asfalto che potrebbe aver provocato l’urto contro il guard rail. Qualcosa non deve aver funzionato nella protezione del casco il cui gancio lo ha colpito mortalmente al capo. Una fine orrenda. La moto neppure troppo potente ha poi proseguito per diversi metri ed è rimasta incredibilmente in piedi! Abbiamo cercato di rianimarlo per un’ora: alcuni miei colleghi gli hanno praticato la respirazione bocca a bocca sul suo volto insanguinato e poi chiamato il 118: dopo venti minuti è arrivato da Pescara l’elicottero che lo ha trasportato giù, ma non c’è stato nulla da fare”.

Sul posto per i rilievi sono giunti i carabinieri dell’Aquila diretti dal maggiore Luigi Balestra. Nel rapporto si chiariranno le cause del sinistro mortale che all’apparenza è di difficile spiegazione. Angelo Petrucci era in forze all’ospedale pennese da poco tempo dopo aver prestato servizio a Città Sant’Angelo. Nel nosocomio vestino lavora anche la sua seconda moglie sposata da poco e incinta di pochi mesi. La morte dell’infermiere, che lascia un fratello, ha immediatamente raggiunto la comunità vestina. Piuttosto riservato (non ci sono suoi profili sui social), Angelo Petrucci era un volto noto nella cittadina, e non solo per via della sua professione: suo padre, deceduto come la madre, ha costituito l’impresa di pompe funebri Gran Sasso. Un uomo troppo giovane per parlarne al passato.

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