Agorà. E’ la cooperativa aretina che gestisce per la Comunità Montana Vestrina almeno un milione 300 mila euro di fondi pubblici misti per i servizi sociali territoriali. Sarebbe stata usata come strumento per alimentare la clientela con assunzioni e sponsorizzazioni.

 

Base d’asta. Quella per l’operazione promossa fra il 2006 e il 2007 dal Comune di Penne per fittare l’ex mercato coperto (Conad). Per 12 anni era di 150.358 euro annui da corrispondere anticipatamente, poi ridotto del 15% (127.804 euro annui). L’unica offerta della B.A. Dieci srl di Ascoli Piceno spalmava il canone su 18 anni per circa 85 mila euro l’anno. Nessuna aggiudicazione. L’offerta inammissibile però sarebbe divenuta quella vincente sotto un’altra forma giuridica il 5 febbraio 2007.

 

 

Comunità Montana Vestina. L’ente viene fuori come un territorio di caccia nel sociale dove De Vico detta legge decidendo assunzioni, proroghe di contratti, strategie.

Dimissioni. Quella date irrevocabilmente dagli ex assessori socialisti Alberto Giancaterino e Femio Di Norscia che lasciano dunque il consiglio comunale. Il 6 maggio l’assemblea formalizzerà gli ingressi di Gabriele Frisa e di Maurizio Bifari.

Ecologica srl. E’ l’impresa del gruppo DECO amministrata da Giordano De Luca genero di Rodolfo Di Zio, principe della monnezza abruzzese. Attraverso la gestione dei rifiuti nei paesi della CMV, De Vico manovrava assunzioni in contropartita.

Fatti. Tanti, in almeno tre anni di indagini prima separate e ora riunite dal Pm Varone.

Giovani. La ricerca del lavoro equivale alla scelta di un punto di riferimento politico. Dal concorso al Comune alle assunzioni nell’Agorà passando per l’Ecologica.

House. L’affidamento in house, cioè senza gara d’appalto, da parte della Comunità Montana Vestina nel novembre 2007 alla società Ambiente spa di cui acquistò azioni, ma che di fatto è priva di mezzi e di personale; agisce tramite l’ Ecologica srl. La CMV ha affidato ad Ambiente spa l’igiene ambientale nei paesi comunitari fino al 31 dicembre 2010.

Intercettazioni. Sono decisive nell’inchiesta, come sempre del resto. Non sono esclusive fonti di prova, ma incidono. Vi sono anche quelle ambientali: le cimici erano piazzate nelle stanze degli assessori.

Lacerba. Sull’urbanistica in particolare, il nostro giornale aveva fotografato la situazione con la guerra fra bande in chiave politica ed imprenditoriale.

Municipio. Quello di Penne esce a pezzi come immagine. Oltre agli amministratori, sono indagati quasi tutti gli uffici strategici.

Norme. L’accusa calca sul sistematico calpestio di esse. Gioverebbe organizzare un corso sulle regole basilari da seguire con pillole di codice penale.

Orlando Maurizio. Un teste d’accusa accreditato dagli inquirenti. Attacca Di Norscia per l’assegnazione di una casa popolare e il funzionario comunale Silvi cui avrebbe fatto dei lavori nella sua abitazione non pagati a fronte di un suo interessamento per far avere ad Orlando la casa pubblica.

Partiti. Non figurano più come strutture di potere, scavalcati da singoli uomini accusati di malaffare.

Quattrini. Nell’inchiesta compaiono direttamente in un solo caso.

Raccomandazioni. E’ il sottotitolo dell’inchiesta. Sono il comune denominatore.

Senatore Giovanni Legnini. Lui, anche avvocato del Pd, definisce così questa e le altre inchieste sugli amministratori pescaresi di centro sinistra:”Molte contestazioni appaiono più sorrette da enfatiche aggettivazioni accusatorie che da un’oggettiva valutazione sulla loro offensività penale”.

Tangente. Quella anomala versata dall’imprenditore Roberto Cecamore a Rocco Petrucci: 22 mila euro. Ma si tratta del teorema accusatorio secondo cui Petrucci, che non è pubblico ufficiale, ma che essendo socio di giancaterino dello studio professionale ne dividevano i proventi.

Utilità. Sono le alternative alle tangenti. Qualcosa cioè come favori ed assunzioni e comunque qualsiasi bene che costituisca per il pubblico ufficiale (o per un terzo) un vantaggio non necessariamente appunto di natura patrimoniale, ma comunque giuridicamente apprezzabile purchè rilevante dalla consuetudine e dal comune convincimento (Cassazione).

Vestina. E’ la nascente banca di credito cooperativo. Viene citata come realtà nel sistema De Vico per la quale il politico si preoccupa di far sottoscrivere quote di capitale ad imprenditori in cambio di azioni di lobbing per i loro interessi.

Zero. E’ il risultato negativo ottenuto dal trio De Vico-Di Marcoberardino-Di Norscia per il mancato appalto, relativo alla gestione della struttura del Carmine, promesso all’Agorà. Nessuna traccia di residenza sanitaria né di trasferimento dell’ospedale.

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