Maurizio Acerbo, di Pescara, noto esponente  e segretario nazionale di Rifondazione Comunista, è uno di quelli che è rimasto contagiato dal Covid19 e che oggi, fortunatamente, ha superato la fase critica e può raccontare il post ricovero ma può ancor di più testimoniare quali siano le difficoltà dei Presidi Ospedalieri in questa terribile seconda ondata pandemica. Lo fa con spirito costruttivo, come è suo costume, e lo fa proponendo la soluzione che risolverebbe un grosso problema che si manifesta al palesarsi dei sintomi  e del loro amplificarsi: il trasporto agli ospedali.Scrive agli organi di informazione ma anche all’assessore regionale  Nicoletta Verì e al direttore dell’Asl Vincenzo Ciamponi.
“ Ci sono pazienti covid deospedalizzati ma ancora positivi che devono tornare in ospedale per visite di controllo. Se sono autonomi prendono automobile e vanno da soli a fare la visita. Ma se sono anziani o senza patente hanno bisogno di essere accompagnati ma parenti o amici non possono portarli perché rischierebbero contagio. Ne so qualcosa perché quando ero positivo in isolamento domiciliare non trovai un’autombulanza che facesse il servizio. Ora ho saputo che ci sono ambulanze disponibili ma che la Croce Rossa chiede 150 euro per il trasporto dei pazienti covid. 
Mi sembra una cifra spropositata e non alla portata di tutti.  
Credo che sia dovere della Asl organizzare un servizio di trasporto evitando che i pazienti vengano tartassati. Presumo che il problema ci sia in tutto l’Abruzzo e credo che vadano trovate soluzioni”

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