Il 29 gennaio 1979, ad appena 37 anni, viene  barbaramente ucciso a Milano, da un commando terroristico, il magistrato di Penne Emilio Alessandrini. Erano gli ultimi strascichi degli anni di piombo che lo avevano visto sempre sul fronte della lotta agli atti sovversivi nei confronti della democrazia, contro la violenza che tracimava tanto dai gruppi di estrema destra che quelli della sinistra, lui stesso impegnato nel pool di indagine sulla strage di Piazza Fontana, sugli scandali finanziari legati al Banco Ambrosiano. L’omicidio fu rivendicato dalla fazione Prima Linea, il processo iniziò nel 1983 e si concluse con l’ergastolo di Sergio Segio e di Bruno Rossi Palombi, rispettivamente esecutore il primo e l’altro autista della vettura che accostò quella di Alessandrini fermo al semaforo, una condanna a 8 anni per Marco Donat Cattin, figlio di Carlo, noto esponente della DC. A permettere di incastrare  la banda fu la collaborazione del quarto esponente Roberto Sandalo.

Il Sindaco di Penne Mario Semproni  oggi lo ricorda in un messaggio alla cittadinanza ed alla famiglia:

Erano le 8.30 del 29 gennaio del 1979, il magistrato Emilio Alessandrini, prima di recarsi al lavoro, lasciò il figliò Marco alla Scuola Elementare di Via Colletta a Milano. Viaggiava in auto da solo, senza scorta, all’incrocio tra Viale Umbria e Via Muratori venne raggiunto da un commando di Prima Linea mentre era fermo al semaforo, per lui non ci fu scampo. Emilio Alessandrini era nato a Penne il 30 agosto 1942. E’ necessario non disperdere la memoria di quanto accaduto e l’insegnamento professionale ed umano legato di Emilio Alessandrini. Rievocare il suo assassinio richiama il senso civile volto a costruire il futuro della nostra comunità, secondo principi di legalità e solidarietà. Desidero rinnovare i sentimenti di partecipazione e vicinanza dell’Amministrazione comunale ai familiari di Emilio Alessandrini e a tutti coloro che lo hanno conosciuto e stimato”.

 

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