Vi raccontiamo con le immagini di Achille Rasetta la giornata particolare di una celebrazione che, quest’anno, nel rispetto delle limitazioni da contagio e in quello dei cari defunti che se ne sono andati a causa del Covid 19, si è consumata piuttosto nei nostri cuori. In silenzio. Questa mattina però i battiti hanno corrisposto ai suoni del campanaccio e delle zampogne che hanno accompagnato il passaggio del bue Galante di Belvedere, così chiamato il novello bovino, alla sua prima uscita.

     

Non la consueta processione nelle vie del centro storico ma un passaggio mesto con una novità: Galante, accompagnato dai rappresentanti de La compagnia dei Vetturali e da Pasquale Chiappini, patrocinatore storico e responsabile della preparazione, ha percorso la salita di Via Lauro per inginocchiarsi sotto la porta di San Zopito al cospetto della tela che riproduce i tratti della santo patrono. La bambina in groppa era Beatrice, tra le mani il garofano rosso e nel viso tutta l’emozione di rappresentare, in questo nefasto anno, il simbolo angelico di una rinascita.

Ad attendere Galante a San Pietro il parroco Don Cesare che ha benedetto il bue, chinato proprio come fece più di 300 anni fa al passaggio delle esequie del santo. Il rito, seppur manchevole dell’ingresso a Palazzo Valentini e delle migliaia di persone che ogni anno vi partecipano, è salvo.

 

Le preghiere al martire sopitus in domine o al giovane Zòpyros di origine greca, si sono liberate a Loreto,  che non ha rinunciato alla sacralità del sentire, mentre il bollettino Regionale del rilevamento dei contagi da Covid 19 ha toccato, per il secondo giorno consecutivo, il punto 0 della curva. Il saper guardare avanti dei loretesi, sempre in un pazziare tra sacro e profano, è già proiettato al 2021. “Ci rifaremo e sarà ancora più bello”. Grazie Achille.

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