RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO – Apprendiamo con non poco sconcerto le ultime dichiarazioni rese alla stampa locale dai massimi rappresentanti delle istituzioni regionali – in merito al processo di fusione tra i Comuni di Pescara, Montesilvano e Spoltore – che creano una distanza profonda con gli appelli e le preoccupazioni manifestate dai Comuni e dalle popolazioni coinvolte.
Riteniamo che i pronunciamenti dei Consigli comunali di Spoltore e Montesilvano abbiano manifestato in maniera chiara e netta la loro contrarietà alla prosecuzione di un percorso inefficace e fumoso, e non possano essere trattati con superficialità e indifferenza come invece si sta verificando. Ricordiamo che i Consigli comunali sono espressione della popolazione che abita i territori, oltre 80.000 cittadini, le cui istanze non possono essere ancora a lungo ignorate.
Spiace ascoltare da chi rappresenta la nostra Regione dichiarazioni pericolose che non tengono minimamente conto delle difficoltà intrinseche al progetto e derivano dalla sostanziale mancanza di conoscenza dei processi che realmente interessano la fusione.
Spiace ancor più perché tutto ciò avviene nella totale indifferenza e mancanza di considerazione e di collaborazione da parte di un Ente, la Regione appunto, che avrebbe dovuto supportare sin dall’inizio il processo di fusione e, invece, si è limitata a disegnare un percorso formale, slegato da qualsiasi approfondimento e carente di qualsiasi supporto tecnico e amministrativo.
Emerge invece la distanza dalla realtà dei territori, dai processi amministrativi, l’assenza di qualsiasi forma di programmazione regionale coerente con il progetto, che rende impossibile di fatto la realizzazione della gestione associata di alcuni servizi e palesa, infine, il totale disinteresse per i lavoratori coinvolti da questo processo: parliamo sia dei dipendenti comunali sia del personale delle partecipate, sui quali non è mai stata spesa una parola per disegnarne il futuro professionale.
Stupisce, poi, quanto comunicato dal Presidente Sospiri: con propria nota, datata 14 novembre 2025, afferma sorprendentemente che “La L.R. 13/2023 non richiede affatto, ai fini dell’esito positivo dell’ultimo monitoraggio previsto, che tutte le predette funzioni vengano concretamente gestite in forma associata. La normativa sottintende, invece, che gli enti interessati predispongano un progetto organizzativo che illustri le modalità con cui si intende realizzare la gestione associata delle funzioni medesime, con possibilità di rinvio dell’effettiva attuazione, sotto il profilo materiale, quantomeno per quelle funzioni il cui esercizio associato non può che presupporre l’avvenuta istituzione del nuovo Comune”; subito dopo – inopinatamente e senza alcun preliminare e doveroso confronto istituzionale con i Comuni coinvolti – ha attivato l’esercizio del potere sostitutivo che prevede la nomina di un commissario, proprio nel momento in cui gli Enti coinvolti si sono adeguati alle suddette indicazioni.
Emerge, dunque, una totale mancanza di rispetto e di considerazione da parte delle massime istituzioni regionali, nei confronti dei territori e delle popolazioni dei principali Comuni della Provincia di Pescara e della Regione.
Ricordiamo che i servizi e le funzioni formalmente già associati lo siano solamente sulla carta, poiché di fatto non sono operativi e funzionanti; a ciò si aggiunge la considerazione che le funzioni ancora da associare sono le più complesse e richiedono degli interventi organizzativi e strutturali di grande difficoltà, poiché riguardano la pianificazione urbanistica ed edilizia, i tributi locali, l’organizzazione finanziaria e contabile, la gestione dei servizi di igiene urbana, l’edilizia scolastica e i servizi scolastici (mensa e trasporto), il sistema locale dei servizi sociali, la polizia locale, l’organizzazione degli uffici e, dunque, di tutta la struttura amministrativa dei Comuni. La mancanza di pianificazione e programmazione nella gestione di questi servizi e funzioni fondamentali rischia di creare un caos amministrativo con grave pregiudizio per i cittadini.
Un discorso a parte meritano, poi, il settore dei lavori pubblici e il futuro delle numerose società partecipate che erogano servizi fondamentali per la popolazione: in entrambi i casi un salto nel buio di una “Nuova Pescara” a partire dal 1° gennaio 2027 determinerebbe il serio rischio di una paralisi organizzativa con pesantissime ripercussioni sulla cittadinanza.
Crediamo, dunque, che sia veramente irresponsabile chi afferma con estrema superficialità che si possa addivenire all’azzeramento delle tre municipalità a partire dal 1° gennaio 2027.
Chiediamo, quindi, con forza un confronto immediato e non più rinviabile su temi concreti e non su prese di posizione ideologiche e spesso dettate da convenienze e valutazioni personalistiche.
In conclusione e dando seguito a tutto quando espresso dal Consiglio comunale di Spoltore all’unanimità, comunichiamo l’intendimento di procedere nel più breve tempo possibile all’indizione di un referendum consultivo per dare voce ai cittadini e mandare un segnale forte e concreto alla Regione, mettendola di fronte ad una realtà popolare che non potrà ancora una volta fingere di ignorare.
IL SINDACO DI SPOLTORE, Chiara Trulli
IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE, Lucio Matricciani















