RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO – Nei giorni scorsi ho inviato al Sindaco, Dott.ssa Chiara Trulli, e al Presidente del Consiglio Comunale, Lucio Matricciani, la richiesta di indire con urgenza il referendum consultivo sulla fusione del Comune di Spoltore con i Comuni di Pescara e Montesilvano, come previsto dalla Delibera di Consiglio Comunale n. 1 del 29 gennaio 2026, approvata all’unanimità.
Lo Statuto comunale di Spoltore, all’art. 47, stabilisce che: “Il referendum può essere richiesto per qualsiasi settore di competenza comunale, fatta eccezione per le materie attinenti ai tributi, alla tutela dei diritti delle minoranze, alle questioni riguardanti persone determinate e alla disciplina del personale, sia del Comune sia dei servizi comunali”.
Fino a prova contraria, la rappresentanza dei Consiglieri comunali esprime la volontà democratica della popolazione, e il Testo Unico degli Enti Locali e gli Statuti dei Comuni devono essere applicati in ogni loro parte, non solo per quanto concerne le prerogative della Regione. Il TUEL e lo Statuto comunale prevedono la possibilità di consultare gli elettori su questioni di interesse generale, come nel caso in esame.
La volontà popolare è profondamente cambiata rispetto al 2014, quando una piccola percentuale di cittadini si espresse su un quesito ambiguo e, a mio avviso, ingannevole, qualificato come parere consultivo. All’epoca si parlava di risparmio pubblico, oggi rivelatosi irrealistico, e non si chiariva che non si trattava di una fusione vera e organica, ma di una vera e propria annessione, priva di progetti concreti e calcoli verificabili.
Con questo referendum verrebbe finalmente meno il pretesto di chi sostiene la fusione affermando di “rispettare la volontà popolare”. Non è più possibile nascondersi dietro decisioni di dodici anni fa, basate su un quesito fumoso e posto in un contesto storico e politico completamente diverso da quello attuale: i cittadini hanno il diritto di esprimersi oggi, con chiarezza, trasparenza e in modo definitivo.
Chiedo quindi al Sindaco, al Presidente del Consiglio e a tutti i Consiglieri comunali di fare tutto il possibile per fermare un progetto che, a mio avviso, interessa solo pochi politici, operatori immobiliari e una minoranza di cittadini, salvaguardando l’interesse generale della nostra comunità.
Il referendum rappresenta lo strumento più diretto e trasparente per dare voce ai cittadini e ripristinare una piena e autentica espressione democratica sul futuro del nostro Comune.
Stelvio D’Ettorre
Consigliere Comunale di Spoltore















