“Di fronte a una crescente percezione di insicurezza da parte dei cittadini, la Regione sceglie di intervenire con strumenti concreti di prevenzione e sostegno ai territori”. Così i consiglieri regionali della Lega Carla Mannetti e Vincenzo D’Incecco sull’approvazione in Consiglio della proposta di legge “Disposizioni in materia di sicurezza urbana integrata, prevenzione dei reati predatori e istituzione del Bonus Sicurezza Abruzzo”, di cui sono promotori.
Il progetto è stato sottoscritto anche dai consiglieri Marianna Scoccia (Noi Moderati), Paolo Gatti (Fratelli d’Italia), Gianpaolo Lugini (gruppo ‘Marsilio Presidente’). “Parliamo di un tema – sottolineano Mannetti e D’Incecco – che riguarda da vicino la vita quotidiana degli abruzzesi: la sicurezza delle città, dei paesi, delle abitazioni e delle attività economiche. La proposta nasce da una realtà che non possiamo ignorare. Negli ultimi anni è cresciuta la percezione di insicurezza legata a furti in abitazione, episodi di microcriminalità, vandalismo, degrado urbano e altri fenomeni che colpiscono famiglie, anziani, commercianti e piccole imprese. Con questa legge la Regione non intende invadere competenze che appartengono allo Stato in materia di ordine pubblico e sicurezza pubblica. Al contrario, si muove nel pieno rispetto dell’articolo 117 della Costituzione, intervenendo negli ambiti che le sono propri: polizia amministrativa locale, governo del territorio, politiche sociali, sviluppo economico e sostegno agli enti locali. La sicurezza non è infatti soltanto repressione del reato. È anche prevenzione, cura degli spazi pubblici, illuminazione adeguata, videosorveglianza, collaborazione tra istituzioni e sostegno concreto ai cittadini e alle imprese che vogliono proteggersi”. Il provvedimento introduce il concetto di sicurezza urbana integrata, fondato su un insieme coordinato di azioni che comprendono prevenzione sociale, contrasto al degrado, riqualificazione urbana, sostegno alla polizia locale, cittadinanza attiva e incentivi economici per prevenire i reati predatori.

Tra le principali novità figura il Programma regionale triennale per la sicurezza urbana integrata, che consentirà alla Regione di individuare priorità territoriali, criteri di finanziamento, modalità di coordinamento con gli enti locali e strumenti per valutare l’efficacia degli interventi. Particolare attenzione è riservata ai Comuni, primo presidio istituzionale vicino ai cittadini. La Regione potrà infatti finanziare progetti di sicurezza urbana con priorità per le aree maggiormente esposte a fenomeni di microcriminalità, degrado urbano o vulnerabilità sociale. “Riteniamo particolarmente importante – aggiungono – anche il riconoscimento delle forme di cittadinanza attiva e del controllo di vicinato non come sostituzione delle forze dell’ordine, ma come strumenti di partecipazione, senso civico e collaborazione con i servizi comunali e la polizia locale”.
Cuore operativo della legge è l’istituzione del Bonus Sicurezza Abruzzo, destinato a cittadini residenti, condomìni, associazioni di residenti, micro e piccole imprese per l’installazione o il potenziamento di sistemi di allarme e videosorveglianza, porte blindate, serrature di sicurezza, inferriate e altre tecnologie di prevenzione. Il contributo potrà coprire fino al 50% delle spese ammissibili, secondo criteri che saranno definiti dalla Giunta regionale, tenendo conto anche dell’ISEE e della localizzazione in aree maggiormente esposte ai fenomeni criminosi.
“È una risposta concreta – evidenziano i consiglieri della Lega – a chi spesso si sente solo: l’anziano che teme di subire un furto in casa, la famiglia che vive in una zona isolata, il commerciante che ha già subito danneggiamenti o la piccola impresa che vuole tutelare la propria attività”. La legge prevede inoltre l’istituzione di un Fondo regionale per la sicurezza urbana integrata, con una dotazione iniziale di 500 mila euro per il 2026, incrementabile attraverso risorse europee, fondi FESR, FSC e ulteriori finanziamenti statali o comunitari compatibili.
Particolare rilievo assume anche la clausola valutativa introdotta durante l’iter consiliare. La Giunta regionale dovrà infatti relazionare periodicamente al Consiglio sull’attuazione della legge, sulle risorse impiegate, sui beneficiari, sulla distribuzione territoriale degli interventi e sui risultati raggiunti in termini di sicurezza percepita e qualità della vita urbana.
“Oggi – sottolineano Mannetti e D’Incecco – non abbiamo approvato una norma destinata a rimanere sulla carta, ma uno strumento che potrà essere costantemente monitorato, migliorato e adattato alle esigenze dei territori. Uno strumento, ribadiamo, che non intende sostituirsi al lavoro delle forze dell’ordine, delle Prefetture, dei sindaci e delle polizie locali. Vuole semplicemente fare la parte che compete alla Regione e, quindi, costruire un sistema di prevenzione, sostenere i territori, aiutare i cittadini, rafforzare la collaborazione istituzionale. La sicurezza è un diritto dei cittadini, ma è anche una condizione essenziale per la qualità della vita, per la libertà delle persone, per la tenuta delle comunità, per lo sviluppo delle attività economiche. Con questo provvedimento diciamo che la Regione Abruzzo c’è”.
Legge sicurezza, M5S: «Senza coperture è solo propaganda. la destra fallisce proprio sul suo mantra elettorale»
«Una legge sulla sicurezza senza risorse non rende più sicuro neppure un quartiere, non garantisce un agente in più, non installa una telecamera e non offre alcun aiuto concreto ai Comuni. Produce soltanto un titolo sui giornali. La destra abruzzese porta in Consiglio regionale l’ennesima legge manifesto: promette interventi che sa già di non poter finanziare e prova a trasformare in propaganda persino le paure e le difficoltà quotidiane dei cittadini».
Lo dichiarano i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle Francesco Taglieri ed Erika Alessandrini, intervenendo sulla proposta di legge regionale in materia di sicurezza presentata dalla maggioranza di centrodestra.

«Il testo certifica nero su bianco il fallimento della destra proprio sul tema che da anni utilizza come principale bandiera elettorale», osservano i consiglieri del M5S. «Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia governano il Paese, la Regione Abruzzo e numerose amministrazioni locali, eppure nelle città, nei centri medi e nei piccoli Comuni crescono la percezione di insicurezza, gli episodi di microcriminalità e la richiesta di maggiori controlli. Gli organici delle forze dell’ordine restano insufficienti e gli enti locali vengono lasciati soli. Dopo anni di governo, invece di assumersi la responsabilità dei risultati mancati, la maggioranza presenta una legge priva delle necessarie coperture finanziarie.
È politicamente grave e istituzionalmente irresponsabile approvare norme sapendo che non potranno essere concretamente attuate. Non basta scrivere in una legge che le risorse arriveranno da ipotetiche “maggiori entrate”, soprattutto in una Regione con i conti messi a dura prova da anni di cattiva gestione e con risorse già insufficienti per garantire servizi essenziali come sanità, trasporti e politiche sociali. Le coperture non possono essere affidate alla speranza o a formule contabili utilizzate per nascondere l’assenza di fondi reali».
Taglieri e Alessandrini proseguono: «La sicurezza è una questione seria e richiede investimenti certi, coordinamento istituzionale, sostegno ai Comuni, prevenzione sociale, recupero delle aree degradate e collaborazione concreta con le forze dell’ordine. Tutto ciò che in questa proposta manca o resta confinato nel libro dei desideri. Una finalità anche condivisibile viene svuotata da una maggioranza che non stanzia le risorse necessarie e pretende ugualmente il voto dell’Aula».
«Gli abruzzesi non hanno bisogno di un’altra promessa destinata a rimanere sulla carta. Hanno bisogno di risposte verificabili, finanziamenti certi e interventi realmente attuabili. Noi non parteciperemo a questa messinscena e non avalleremo l’ennesima presa in giro. Sulla sicurezza la destra ha costruito campagne elettorali e raccolto voti: oggi, alla prova dei fatti, restano soltanto slogan senza soldi e promesse senza alcuna possibilità di diventare realtà», concludono.
Di Marco vota sì alla legge sulla sicurezza Mannetti-D’Incecco: “Sperimentazione da provare”
“Oggi in Consiglio regionale ho votato favorevolmente la legge “Disposizioni in materia di sicurezza urbana integrata, prevenzione dei reati predatori e istituzione del Bonus Sicurezza Abruzzo” a forma D’Incecco-Mannetti, perché ritengo corretto dare avvio a una fase sperimentale che consenta di verificare concretamente l’efficacia delle misure previste in materia di prevenzione e sicurezza”, così il consigliere regionale PD Antonio Di Marco.

“Di fronte a episodi gravi come l’ennesimo accoltellamento avvenuto a Pescara, le istituzioni hanno il dovere di interrogarsi sugli strumenti disponibili e valutare ogni possibile intervento che possa contribuire a rafforzare la tutela dei cittadini e delle comunità locali. La sicurezza è una sfida complessa che interessa molti territori e che richiede risposte serie, equilibrate e fondate sui risultati. Proprio per questo ho ritenuto opportuno sostenere una sperimentazione che permetta di misurare sul campo l’impatto delle misure introdotte, riservandoci una valutazione attenta dei loro effetti concreti. Il voto favorevole rappresenta quindi la volontà di verificare una proposta attraverso i fatti, mantenendo un approccio pragmatico e responsabile. Saranno l’applicazione della norma e i risultati ottenuti a dirci se gli obiettivi di maggiore prevenzione e sicurezza saranno stati effettivamente raggiunti e se sarà il caso di cambiare rotta essendo pronti a farlo”.
















