Sipario chiuso, con la sentenza della Corte d’Appello di Perugia, sulla tragedia di Rigopiano. Tre condanne, cinque assoluzioni e due prescrizioni. Condannati a due anni gli ex dirigenti regionali Pierluigi Caputi, Carlo Visca e Vincenzo Antenucci. Assolti, invece, sia l’ex sindaco di Farindola, Ilario Lacchetta, sia l’ex tecnico comunale Enrico Colangeli, oltre ai tre dirigenti regionali Emidio Primavera, Carlo Giovani e Sabatino Belmaggio. Due, invece, le prescrizioni per Mauro Di Blasio e Paolo D’Incecco, entrambi ex dirigenti della Provincia di Pescara.
“La sentenza ci dice che l’inettitudine della pubblica amministrazione può uccidere – dichiara, ai microfoni dell’Adnkronos, l’avvocato Romolo Reboa, legale di alcune famiglie delle vittime del crollo. La Corte d’Appello di Perugia si è uniformata alla decisione della Corte di Cassazione, con una decisione che sarà una pietra miliare per l’Italia, perché da oggi ogni pubblico funzionario sa che l’inerzia di fronte alla legge non lo esonera dalle responsabilità dei propri incarichi”.
Sempre su Adnkronos, Mariangela Di Giorgio, mamma di Ilaria di Biase, di Archi (Ch), morta a 22 anni, all’Hotel Rigopiano, dove lavorava come cuoca: “Ci dispiace che per diversi imputati sia scattata prescrizione, perché sotto quell’albergo, che lì non doveva stare tra l’altro, sono morti in 29, in circostanze drammatiche, aspettando inutilmente di poter lasciare quel luogo che, ora dopo ora, si è trasformato in trappola infernale. Sentire parlare di prescrizione di ha fatto imbestialire. Per i morti non dovrebbe esistere la prescrizione. Assolto pure l’ex sindaco Lacchetta e questo non ci è piaciuto. Ci sono responsabilità precise per quanto accaduto. Se ognuno degli enti interessati avesse fatto il proprio dovere non sarebbe successo il disastro che da anni piangiamo e raccontiamo. Giustizia ottenuta? Nì. Almeno, alla fine, c’è stato il riconoscimento della responsabilità dei funzionari regionali e almeno questo l’abbiamo ottenuto. Ma i nostri figli, genitori, familiari… non ce li ridarà mai nessuno”.
“Accogliamo la sentenza sul processo relativo alla tragedia di Rigopiano con rispetto e con il profondo senso di responsabilità che spetta alle Istituzioni. Questa decisione non può che suscitare sentimenti di dolore e di partecipazione verso i familiari delle vittime e i superstiti di quella terribile notte del 18 gennaio 2017″, commenta in una nota il presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio.
“Nessuna decisione – conclude il governatore regionale – giudiziaria potrà mai restituire le vite perdute, né cancellare la ferita profonda che quella tragedia ha lasciato nella comunità abruzzese e nel cuore di tutto il Paese. Come rappresentanti delle Istituzioni abbiamo il dovere di accogliere e rispettare le decisioni del giudice con equilibrio e senso civico. Attendiamo ora la pubblicazione delle motivazioni per poter esprimere una valutazione più completa su quanto stabilito. Rinnovo infine la mia più sincera vicinanza alle famiglie delle vittime e a tutti coloro che, in questi anni, hanno cercato giustizia e verità con coraggio e dignità”.
















