di Nicola Lanzolla
Quando si parla di attività produttive si pensa quasi sempre alle imprese, ai negozi, alle aziende agricole, all’artigianato o alle infrastrutture. Molto più raramente si pensa alla formazione. Eppure ogni sviluppo economico nasce prima di tutto dalle persone. Dalle loro competenze, dalla capacità di comunicare, di innovare, di collaborare e di affrontare mercati sempre più complessi.
L’iniziativa “Form+Azione“, ospitata Sabato 13 Giugno presso Palazzo De Caro e promossa dall’Assessora alle Attività Produttive Annaida Sergiacomo, ha posto al centro proprio questo tema: la formazione come strumento di crescita individuale e collettiva.
Ad aprire i lavori è stato il Presidente del Consiglio Regionale d’Abruzzo, Lorenzo Sospiri, che ha richiamato l’attenzione su un tema centrale per il futuro dei territori: la capacità di fare sistema. Sospiri ha sottolineato come lo sviluppo economico non possa nascere da iniziative isolate, ma dalla collaborazione tra imprese, professionisti, imprenditori, istituzioni e comunità locali. Ha evidenziato inoltre quanto sia strategico valorizzare le competenze, le attitudini e le vocazioni già presenti in un territorio, trasformandole in fattori distintivi e competitivi.
A sostegno di questa visione ha citato l’esperienza di Penne, diventata negli anni un punto di riferimento dell’alta sartoria grazie anche agli investimenti di Brunello Cucinelli, che ha individuato proprio nella tradizione manifatturiera, nelle competenze artigianali e nella cultura del lavoro locale gli elementi su cui costruire un progetto imprenditoriale di successo. Un esempio concreto di come l’identità di un luogo possa trasformarsi in opportunità economica quando viene riconosciuta, valorizzata e sostenuta da una visione di lungo periodo.
Durante l’incontro sono emerse riflessioni che vanno ben oltre il semplice corso formativo, offrendo numerosi spunti sul rapporto tra competenze, crescita personale e sviluppo economico del territorio.
A moderare i lavori è stato Roberto Ardizzi, formatore e coach, che ha evidenziato quanto sia strategico, tanto nella vita professionale quanto in quella personale, sapersi relazionare con gli altri e comunicare in modo efficace. Ardizzi ha sottolineato come la capacità di parlare in pubblico, utilizzare correttamente la voce, gestire la comunicazione non verbale e scegliere con attenzione tempi e parole della narrazione rappresentino competenze spesso sottovalutate, ma determinanti per il successo di professionisti, imprese e organizzazioni. Ha inoltre evidenziato come molte aziende, sia del Nord che del Sud Italia, continuino a considerare la formazione come un costo anziché come un investimento strategico, nonostante oggi le neuroscienze abbiano dimostrato quanto l’apprendimento e lo sviluppo delle competenze siano strettamente collegati ai meccanismi di funzionamento del cervello umano.
Luigi Di Giosafatte ha posto l’attenzione sulle potenzialità della mente e sull’importanza dell’allenamento mentale continuo. Attraverso la propria esperienza personale ha raccontato come, grazie a specifici percorsi formativi e di coaching, sia riuscito ad affrontare sfide che inizialmente sembravano impossibili, arrivando persino a camminare sui tizzoni ardenti. Un esempio utilizzato non per essere emulato ma per evidenziare come il cervello umano, se adeguatamente allenato, sia spesso capace di superare limiti che noi stessi tendiamo a considerare invalicabili.
Particolarmente significativo è stato anche l’intervento di Mirko Basilisco, che ha richiamato l’attenzione su un fenomeno che interessa in modo particolare l’Abruzzo: molti studenti conseguono la laurea triennale sul territorio regionale ma successivamente si trasferiscono altrove per completare il percorso magistrale, riducendo le possibilità di rientrare successivamente nel mercato del lavoro locale. Secondo Basilisco, una maggiore capacità attrattiva del sistema universitario regionale potrebbe contribuire a trattenere competenze preziose e a contrastare la fuga dei giovani talenti.
Il tema del “fare sistema” è stato invece al centro degli interventi di Giuseppe Scorrano e Fabrizio Berardi, che hanno evidenziato la necessità di rafforzare la collaborazione tra imprese, attività produttive e operatori economici locali. La costruzione di una rete territoriale coesa, capace di valorizzare le produzioni agricole e le eccellenze locali, rappresenta infatti una delle condizioni essenziali per costruire una forte identità economica e territoriale.
Giancarlo D’Annibale ha portato l’esperienza di una realtà imprenditoriale proiettata sui mercati internazionali come Rustichella d’Abruzzo, sottolineando quanto la formazione continua e la cultura aziendale rappresentino fattori decisivi per la crescita e la competitività delle imprese.
A chiudere il quadro delle riflessioni sono stati gli interventi di Cacciagrano e Berardi, che hanno evidenziato come le professioni stiano cambiando a una velocità senza precedenti. In questo scenario la formazione non può più essere considerata un momento occasionale, ma deve diventare un processo permanente di aggiornamento e crescita professionale.
Da queste riflessioni emerge una domanda più ampia: quale può essere il futuro delle attività produttive di Pianella?
Come già accade per il turismo, anche lo sviluppo economico richiede una visione, una strategia e un piano operativo. Da qui un confronto con l’Assessora Annaida Sergiacomo a cui abbiamo rivolto alcune domande.
Il Presidente Lorenzo Sospiri ha richiamato l’esempio di Penne e degli investimenti di Brunello Cucinelli, nati dalla valorizzazione di competenze già radicate nel territorio. Quali ritiene siano oggi le vocazioni produttive più forti di Pianella e come pensa di sostenerle affinché diventino un elemento distintivo dell’economia locale?
Pianella possiede una forte vocazione agricola e agroalimentare, legata in particolare alla produzione di olio extravergine d’oliva e vino. Un ruolo importante è svolto anche dalla lavorazione delle carni, soprattutto quella ovina, dalla quale nasce la tradizione degli arrosticini, uno dei prodotti più rappresentativi del nostro territorio.
Accanto a queste eccellenze, il tessuto produttivo locale può contare anche su importanti realtà industriali attive nei settori della produzione della pasta e del cartone, che contribuiscono in modo significativo all’economia del territorio.
L’obiettivo dell’Amministrazione è valorizzare queste vocazioni attraverso iniziative capaci di promuovere le tradizioni e le eccellenze locali. In questa direzione si inseriscono gli incontri di approfondimento con le scuole, realizzati anche in collaborazione con l’Istituto Alberghiero De Cecco, i convegni tematici, la tradizionale passeggiata tra gli ulivi con degustazione di prodotti tipici, la partecipazione alle attività dell’Associazione Città dell’Olio e il recente evento dedicato alla transumanza, nato per riscoprire e valorizzare il patrimonio pastorale e gastronomico del nostro territorio.
L’evento “Form+Azione” ha posto l’attenzione sul valore della crescita personale e professionale. Ritiene che la formazione debba diventare una delle priorità strategiche delle politiche per le attività produttive di Pianella?
Assolutamente sì. La formazione non deve essere considerata un costo, ma un investimento strategico. Le competenze rappresentano oggi il principale fattore di crescita per imprese e territori. Come amministrazione dobbiamo favorire occasioni di aggiornamento professionale, collaborazioni con enti formativi, scuole e università, creando un collegamento sempre più stretto tra il mondo della formazione e quello del lavoro. Un territorio che investe nelle persone costruisce le basi per uno sviluppo duraturo.
Molti giovani conseguono la laurea e poi scelgono di proseguire altrove il proprio percorso professionale. Come può Pianella contribuire a creare opportunità che favoriscano il ritorno o la permanenza delle competenze sul territorio?
Trattenere i talenti rappresenta una delle sfide più importanti per il futuro di Pianella. Ritengo sia necessario agire su più fronti. Innanzitutto valorizzando la qualità della vita che il nostro paese offre: un contesto a misura d’uomo, capace di garantire un equilibrio tra vita privata e attività professionale.
A questo si aggiunge una posizione geografica particolarmente favorevole, grazie alla vicinanza con Pescara, Chieti e i principali poli produttivi dell’area metropolitana, che consente di accedere a numerose opportunità lavorative senza rinunciare alla tranquillità di un centro collinare. Sarebbe inoltre utile favorire la nascita di spazi di coworking e laboratori professionali che consentano ai giovani di lavorare e sviluppare progetti innovativi restando sul territorio.
Infine, ritengo fondamentale rafforzare il dialogo tra università e imprese locali, creando percorsi di tirocinio e apprendistato che possano trasformarsi in concrete opportunità occupazionali.
Durante l’incontro è stato evidenziato il valore del “fare sistema”. Le attività produttive di Pianella comprendono aziende agricole, imprese di trasformazione, commercio, servizi, professionisti, artigiani ed imprenditori che oggi si muovono in modo isolato. Come immagina una collaborazione più strutturata tra questi soggetti?
Condivido pienamente la necessità di superare l’attuale frammentazione del tessuto economico locale. Per costruire una collaborazione più strutturata ritengo fondamentale il ruolo delle associazioni di categoria, che possono diventare il punto di riferimento per favorire il confronto e la condivisione di obiettivi comuni.
Sarebbe auspicabile promuovere tavoli tecnici permanenti e momenti di incontro periodici tra imprese, professionisti, commercianti e operatori economici, così da favorire lo scambio di idee, individuare problematiche comuni e sviluppare progetti condivisi capaci di generare valore per l’intero territorio.
Pianella è conosciuta per l’olio extravergine, per le produzioni agricole di qualità e per importanti realtà imprenditoriali che operano anche sui mercati internazionali. Quali strumenti possono aiutare queste eccellenze a diventare ancora più competitive?
La vocazione agroalimentare di Pianella rappresenta una risorsa strategica che può contribuire a costruire un’identità territoriale forte e riconoscibile. Olio extravergine d’oliva, vino, produzioni agricole di qualità e tradizioni gastronomiche possono diventare il motore di un modello di sviluppo capace di coniugare economia, cultura e turismo.
Il paesaggio collinare, la vicinanza al mare, alla montagna e ai parchi naturali rappresentano ulteriori elementi di attrattività che, se integrati in una strategia condivisa, possono rafforzare la competitività del territorio.
Per questo motivo ritengo fondamentale continuare a investire nella promozione delle eccellenze locali attraverso eventi, iniziative culturali, percorsi esperienziali e attività di valorizzazione che sappiano raccontare l’identità autentica di Pianella.
Le tecnologie digitali stanno trasformando il modo di produrre, vendere e comunicare. Quale ruolo può avere l’amministrazione comunale nell’accompagnare imprese e professionisti verso l’innovazione?
L’innovazione e la digitalizzazione rappresentano oggi una leva fondamentale per la competitività delle imprese, indipendentemente dalle loro dimensioni e dal settore in cui operano. L’Amministrazione può svolgere un ruolo importante favorendo la diffusione delle informazioni relative ai bandi regionali, nazionali ed europei, accompagnando imprese e professionisti nella conoscenza delle opportunità di finanziamento e degli strumenti di sostegno disponibili per gli investimenti in tecnologia, innovazione e sviluppo.
Ma innovazione non significa soltanto acquistare nuove attrezzature. Significa anche migliorare i processi organizzativi, utilizzare strumenti digitali per la promozione e la vendita dei prodotti, sviluppare competenze nell’e-commerce, nel marketing digitale e nell’utilizzo delle nuove tecnologie.
Penso inoltre che nei prossimi anni sarà sempre più importante avvicinare il tessuto produttivo locale alle opportunità offerte dall’intelligenza artificiale e dalla trasformazione digitale, che stanno già cambiando il modo di lavorare, comunicare e competere sui mercati.
Per questo motivo ritengo fondamentale promuovere occasioni di informazione e formazione che consentano alle imprese di affrontare il cambiamento con maggiore consapevolezza, trasformando l’innovazione da sfida a opportunità di crescita per tutto il territorio.
Molte professioni stanno cambiando rapidamente e richiedono aggiornamenti costanti. Come si può favorire una cultura della formazione continua all’interno del tessuto economico locale?
Oggi la formazione continua non rappresenta più un’opzione, ma una necessità. In alcuni settori l’aggiornamento professionale è già previsto per legge; in tutti gli altri costituisce comunque uno strumento indispensabile per affrontare un mercato del lavoro in costante evoluzione.
Le professioni cambiano rapidamente, così come cambiano le competenze richieste dalle imprese. Per questo motivo la formazione deve essere considerata un investimento permanente sulla persona e sulla sua capacità di adattarsi alle trasformazioni economiche e sociali. Non aggiornarsi significa rischiare di perdere competitività; formarsi significa invece costruire nuove opportunità di crescita professionale e personale.
Nel dibattito sul turismo di territorio emerge spesso la necessità di creare una rete tra cultura, accoglienza e produzioni locali. Come immagina il rapporto tra attività produttive e sviluppo turistico di Pianella?
Credo che il futuro di Pianella passi necessariamente attraverso una maggiore integrazione tra attività produttive, commercio, ristorazione e sistema dell’accoglienza. Le produzioni locali rappresentano uno degli elementi più autentici della nostra identità territoriale e possono diventare un importante fattore di attrazione per chi visita il territorio.
Solo creando una filiera integrata, che parta dalla produzione e arrivi fino alla promozione e all’accoglienza del visitatore, sarà possibile valorizzare pienamente le eccellenze locali e trasformarle in un’opportunità di crescita economica per l’intera comunità.
Assessora, al di là dei singoli progetti, qual è la sua visione per le attività produttive di Pianella nei prossimi dieci anni?
Grazie alla mia esperienza professionale maturata in oltre trent’anni di attività come consulente del lavoro sul territorio, ritengo che nei prossimi dieci anni il sistema produttivo di Pianella manterrà la propria identità, ma evolverà profondamente nella sua organizzazione.
L’agroalimentare continuerà a rappresentare il settore trainante dell’economia locale, con particolare riferimento all’olio extravergine d’oliva e alle attività di trasformazione, ma assisteremo a una crescente strutturazione delle imprese e a una maggiore capacità competitiva sui mercati.
Le aziende più solide saranno sempre più orientate all’innovazione, all’internazionalizzazione e all’export, con processi produttivi maggiormente organizzati ed efficienti. Di conseguenza anche il mercato del lavoro richiederà competenze sempre più qualificate e specialistiche. La formazione, l’aggiornamento professionale e la capacità di adattarsi ai cambiamenti rappresenteranno quindi elementi decisivi per lo sviluppo economico e occupazionale del territorio.
La formazione come investimento sul futuro
L’incontro “Form+Azione” ha lasciato un messaggio semplice ma spesso trascurato: la crescita economica non dipende soltanto dagli investimenti materiali, ma anche dalla capacità delle persone di crescere, apprendere e collaborare.
Se il turismo può rappresentare uno strumento di valorizzazione del territorio, la formazione può diventare il motore che alimenta imprese più competitive, professionisti più preparati e una comunità più consapevole delle proprie potenzialità.
Per questo motivo iniziative come quella promossa dall’Assessora Annaida Sergiacomo non rappresentano soltanto eventi formativi, ma possono diventare il punto di partenza per una riflessione più ampia sul futuro economico di Pianella.
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