“Il Partito democratico segnala all’opinione pubblica lo stop dei lavori sulla scuola di via Sacco, gridando allo scandalo e parlando addirittura di “silenzio inquietante” della maggioranza su questi lavori, interrotto solo dai presunti selfie della maggioranza per l’abbattimento del “ferro di cavallo”, dove un tempo si spacciava e si uccideva. Una ricostruzione incompleta, perché i fatti andrebbero riferiti nello loro completezza seguendo una cronologia e senza interpretazioni politiche di parte. I lavori sono cominciati nella precedente consiliatura, quando ero assessore alla Pubblica istruzione, come lo sono oggi. La ditta che si è aggiudicata l’intervento all’epoca ha abbandonato il cantiere quindi il Comune ha provveduto alla risoluzione contrattuale.
Siamo passati alla seconda ditta, e si è ripetuto – ahimè – lo stesso schema: la ditta ha abbandonato il cantiere e il Comune ha provveduto alla risoluzione contrattuale. Quindi, nessuna trascuratezza da parte dell’Amministrazione, anzi c’è sempre stata la massima volontà di far proseguire l’intervento. Gli studenti, anche questo va detto, erano già stati destinati a un’altra scuola (la Andersen). Riteniamo che i lavori potranno riprendere, e ci stiamo muovendo in questa direzione, essendoci già un finanziamento disponibile, tramite la Banca europea per gli investimenti.
Nel momento in cui la delibera sarà approvata in Giunta, nei prossimi giorni, saremo in grado di avviare un nuovo percorso. Purtroppo si tratta di situazioni già viste in città, con cantieri paralizzati per anni, che hanno già penalizzato altre comunità scolastiche ma di fronte alle quali non siamo di certo rimasti a guardare. Quindi direi che la massima attenzione richiesta dal Pd c’è eccome, su tutto il comprensivo 1, e le risposte che andavano date in termini di spazi sono puntualmente arrivate, in base alle esigenze del comprensivo stesso. Evito di ricordare al Pd tutti gli interventi che questa Amministrazione ha realizzato e sta realizzando nelle periferie, a lungo dimenticate dal centrosinistra. E cito, a titolo di esempio, i palazzi Clerico abbattuti, l’apertura della strada pendolo, i palazzi di via Lago di Borgiano buttati giù e il progetto Talent garden per i giovani, al posto di un parco abbandonato a se stesso”.
















