di Enio Remigio
Una Piazza della Rinascita gremita e commossa ha ospitato, domenica 22 febbraio 2026, la manifestazione “4 anni di dolore e resistenza”. L’evento, svoltosi a partire dalle ore 16:30 nel cuore di Pescara, ha segnato il quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina (24 febbraio 2022), trasformandosi in un potente momento di memoria collettiva e testimonianza pubblica. La partecipazione è stata massiccia, non solo i membri della numerosa comunità ucraina residente in Abruzzo, ma anche tanti cittadini pescaresi, rappresentanti delle istituzioni, tra cui il Sindaco Carlo Masci e delle associazioni locali, uniti per ribadire il proprio “no” alla guerra e il sostegno a un popolo che da 48 mesi lotta per la propria libertà e identità.
L’iniziativa è stata coordinata dalla Comunità Ucraina d’Abruzzo, sotto la guida di Padre Ivan Lesi, parroco della Chiesa Greco-Cattolica del Santissimo Sacramento di Pescara. Il sacerdote, figura di riferimento per l’accoglienza e il sostegno dei profughi sul territorio, ha aperto il momento di riflessione sottolineando l’importanza della resilienza: «Questi quattro anni non sono solo numeri, ma vite spezzate, famiglie divise e un dolore che non si placa. Ma sono anche quattro anni di una resistenza eroica che il mondo non deve dimenticare».
Il programma della manifestazione è stato ricco e toccante. Si sono alternati al microfono: Testimonianze di chi ha vissuto i bombardamenti o ha familiari ancora al fronte, portando la cruda realtà del conflitto nel centro di Pescara. Canti tradizionali e letture che hanno celebrato la storia e l’indipendenza dell’Ucraina, evidenziando come la cultura sia un’arma potente contro il tentativo di cancellazione dell’identità di un popolo. Accensione di candele e l’esposizione di bandiere blu e gialle per ricordare le vittime civili e militari. Il successo della manifestazione è stato possibile grazie alla sinergia tra diverse realtà associative che, fin dai primi giorni del conflitto, operano instancabilmente in Abruzzo: Ets-Aps “Gioia” e l’Associazione Interculturale Ucraina “Nessuno Escluso”; Ets-Aps “Ucraini d’Abruzzo” e l’Aps “24 Febbraio”; I Volontari Zakarpattia, attivi nell'invio di aiuti umanitari.
Pescara, ancora una volta, si conferma una città aperta e solidale, capace di trasformare Piazza Salotto in un palcoscenico di civiltà dove il dolore per la guerra si trasforma in speranza di una pace giusta e duratura. La manifestazione si è conclusa con l’inno nazionale ucraino, cantato a gran voce da una piazza illuminata dalle luci dei cellulari e dei lumini, simbolo di una luce che non vuole spegnersi nonostante il buio del conflitto. Nel weekend anche in diverse città italiane (come Roma, Ferrara e Grosseto) hanno organizzato mobilitazioni simili. A Pescara, in particolare, la mobilitazione di Piazza Salotto è diventata negli anni un punto di riferimento per l’intero Abruzzo, consolidando il legame tra la popolazione locale e i rifugiati arrivati dal 2022 a oggi.
















