Nuove strategie farmacologiche, neuromodulazione di ultima generazione, intelligenza artificiale, medicina rigenerativa e attività fisica ad alta intensità. È attorno a questa convergenza tra innovazione scientifica e stili di vita che si snoda la seconda edizione del PARKIthlon, l’evento promosso dalla Fondazione LIMPE per il Parkinson ETS e organizzato dalla Clinica Neurologica di Chieti dell’Università “Gabriele d’Annunzio” di Chieti-Pescara , dalla ASL 2 Lanciano-Vasto-Chieti e dal Dipartimento di Neuroscienze, Imaging e Scienze Cliniche della “d’Annunzio”. L’iniziativa prevede due giornate distinte: la prima oggi, 10 settembre (dalle ore 9.00), nell’Aula Galilei dell’ITAB (Campus di Chieti), con il convegno scientifico “Nuove Frontiere nel Parkinson. Terapie infusionali, neuromodulazione e strumenti digitali”; la seconda, l’11 settembre (dalle ore 10.00), sulla spiaggia di Fossacesia Marina con il triathlon accessibile a tutti: persone con Parkinson, caregiver, familiari, medici e cittadini affronteranno insieme tre prove adattate, 400 metri di nuoto, 10 km in bicicletta e 2,5 km di camminata veloce o nordic walking.
Tra le principali novità emerse nel panorama clinico e scientifico per la cura del Parkinson sono oggi disponibili nuove formulazioni orali di levodopa a rilascio modificato, sistemi di infusione sottocutanea continua di levodopa-carbidopa e di apomorfina, e gel intestinali, oltre a nuovi agonisti dopaminergici. Strumenti che consentono di personalizzare il trattamento, in particolare nelle fasi più complicate della malattia. Anche la stimolazione cerebrale profonda (DBS) è entrata in una nuova era grazie a dispositivi intelligenti in grado di leggere in tempo reale l’attività elettrica cerebrale e adattare la stimolazione alle esigenze del paziente. Parallelamente, si stanno affermando gli ultrasuoni focalizzati guidati da risonanza magnetica (FUS), un trattamento senza incisioni chirurgiche. Inoltre, si evidenzia la possibilità – ancora in fase di studio e per questo non da intendersi ancora come terapia commerciali disponibile in strutture private – di trapianti di progenitori dopaminergici, derivati da cellule staminali pluripotenti (iPSC).
Tale sperimentazione ha superato la fase iniziale, mostrando sicurezza e produzione di dopamina a lungo termine, ed entra ora nell’ultima fase. Sensori indossabili e algoritmi avanzati consentono l’analisi automatica di voce, scrittura, cammino e sonno per identificare la malattia precocemente e calibrare le terapie su misura; mentre sono in corso studi su scala globale orientati contro l’alfa-sinucleina, oltre a strategie genetiche e fattori neurotrofici diretti a rallentare la progressione del danno neuronale. Infine, in quanto parte integrante della cura, vanno annoverati il movimento e lo sport, alla luce dei meccanismi biologici della neuroprotezione. L’attività fisica è da intendersi come una vera e propria prescrizione medica, con basi scientifiche consolidate: l’esercizio aerobico regolare, con adeguata intensità, migliora equilibrio, postura, cammino, umore e autonomia quotidiana.

“Ai benefici clinici prodotti dallo sport e dall’attività fisica – spiega il Professor Stefano Sensi, Direttore della Clinica Neurologica dell’Ospedale di Chieti e Direttore del Dipartimento di Neuroscienze, Imaging e Scienze Cliniche della “d’Annunzio” – corrispondono meccanismi biologici precisi: il potenziamento della plasticità sinaptica, l’aumento dei fattori neurotrofici come il BDNF, il miglioramento della funzione mitocondriale e la modulazione della neuroinfiammazione, tutti bersagli oggi al centro della ricerca sulla neuroprotezione. Studi clinici internazionali stanno valutando quanto l’esercizio ad alta intensità sia in grado di rallentare la progressione della malattia nelle fasi più precoci: mai come oggi la prescrizione del movimento poggia su basi sperimentali solide.
E sul versante della prevenzione, la frequenza costante di un’attività fisica nella mezza età si associa a un rischio ridotto di sviluppare la patologia o a un esordio più tardivo dei sintomi. Relativamente alle terapie avanzate, la medicina rigenerativa ha superato la soglia della sperimentazione pilota: i trapianti di cellule staminali hanno mostrato sicurezza e primi segnali di efficacia, ma va detto con estrema chiarezza per evitare dolorose truffe: non si tratta ancora di terapie disponibili sul mercato e nessuna clinica privata è ad oggi autorizzata a offrirle. È fondamentale sostenere la ricerca scientifica con continuità, perché solo la verifica sperimentale rigorosa ci conduce a cure davvero efficaci”.

















