Alla “d’Annunzio” con il Programma “The Form of Urban Voids” le nuove visioni architettoniche per otto piazze di Pescara

Entra nella sua fase conclusiva “The Form of Urban Voids”, il Blended Intensive Programme (BIP) internazionale promosso dal Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi “Gabriele d’Annunzio” di Chieti-Pescara. Il lavoro svolto sarà presentato sabato, 5 settembre 2026, alle ore 11:00 presso il Lab A (Polo  Micara) del Dipartimento di Architettura nel Campus universitario di Pescara. Durante l’evento, aperto alla stampa, alle istituzioni locali e alla cittadinanza, sarà possibile visionare i plastici e i pannelli progettuali e intervistare i curatori, i docenti internazionali e gli studenti partecipanti.

La presentazione proseguirà nel pomeriggio a partire dalle 16:30. Dopo giorni di rilievi sul campo, analisi morfo-tipologiche e lavoro in laboratorio, i gruppi internazionali di ricerca presenteranno, infatti, i primi risultati sul futuro urbanistico di otto piazze di Pescara: Piazza terminale di viale Amerigo Vespucci sul lungo mare Colombo; Piazza della Chiesa di San Gabriele dell’Addolorata, via Rio Sparto, strada comunale piana, San Donato; Piazza del Tribunale e della Università, via Falcone e Borsellino; Piazza a Via Passolanciano; Piazza della Provincia; Piazza Sant’Andrea, via del Concilio, via Bologna; Piazza Via Tavo, Via Capestrano; Piazza tra a Via Vincenzo Gioberti, Via Castellammare Adriatico, Via Giovanni Bovio; Piazza tra via Aldo Moro e Chiesa San Marco evangelista.

L’iniziativa, coordinata dal Professor Alessandro Camiz (nella foto), docente di Composizione architettonica e urbana presso il Dipartimento di Architettura della “d’Annunzio”  con il coinvolgimento dei workshop autunnali dei Laboratori di Composizione Architettonica 2 A/B (docenti Domenico Potenza e lo stesso Camiz), ha trasformato Pescara in un laboratorio di sperimentazione ad alta intensità a cui hanno lavorato studenti, docenti e ricercatori della “d’Annunzio” insieme a cinque prestigiose Università europee: Málaga (Spagna), Dokuz Eylül (Turchia), RWTH Aachen (Germania), Lisbona (Portogallo) e Iași (Romania).

La ricerca si è concentrata sui “vuoti urbani” – dalle aree industriali ed ex ferroviarie in disuso ai lotti inedificati e agli spazi sospesi tra memoria e contemporaneità – per ripensarli come risorse chiave per la collettività. Dalle tavole progettuali elaborate in questa settimana emergono alcune direttrici chiave per la città: ricucitura urbana e connessioni verdi come proposte di masterplan capaci di trasformare le interruzioni del tessuto urbano in corridoi ecologici, percorsi pedonali e nuove piazze pubbliche; integrazione tra storia e nuova architettura, attraverso progetti che valorizzino la memoria stratificata e il patrimonio archeologico della città, trasformando i resti e i vuoti storici in luoghi attivi di vita culturale; infine nuovi poli di aggregazione con soluzioni architettoniche pensate per restituire agli spazi inutilizzati una funzione sociale, con servizi integrati per residenti e studenti. 

“I vuoti urbani non sono semplici spazi vuoti o aree di risulta, ma rappresentano la vera matrice di rigenerazione per la città contemporanea, – spiega il Professor Alessandro Camiz, Coordinatore scientifico dell’iniziativa – In questa settimana di lavoro intenso, la sinergia tra la conoscenza profonda del territorio e le diverse sensibilità progettuali europee ci ha permesso di leggere le fratture di Pescara non come limiti, ma come opportunità straordinarie per ricucire il tessuto urbano, reinnestare funzioni pubbliche e proporre nuove forme di abitabilità sostenibile, considerando anche gli aspetti climatici della città contemporanea. Le analisi di ombreggiamento e soprattutto le mappe di calore urbano – conclude il Professor Camiz – sono state svolte usando dati Landsat 8, (band 4) correlati con simulazione 3D della temperatura di superficie”.

 

 

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