PESCARA: IL CASO COSTANTINI, IL VETO DEI 5 STELLE NON GLI PORTA FORTUNA MA NEANCHE D’ALFONSO

Il vero sconfitto delle elezioni amministrative di Pescara sembra proprio lui, Carlo Costantini e la domanda che ricorre negli ambienti pescaresi è se sarà ancora un nome spendibile alle elezioni amministrative della Nuova Pescara nel 2027. E, soprattutto, appoggiato da chi?

Facciamo un passo indietro. Nel mese di gennaio 2024 sia il Partito Democratico che il Movimento 5 stelle avevano dato il loro ok alla candidatura di Carlo Costantini, allora militante nelle file di Azione. Nessun veto, in quel caso era stato posto dai pentastellati e dagli azionisti, storicamente su due fronti opposti. Allora il senatore Luciano D’Alfonso aveva addirittura ipotizzato come la figura dell’avvocato potesse essere un buon traghettatore per un 3+ 5, portandosi avanti alla fatidica data del 2027.

Tutti d’amore e d’accordo, e uniti per le elezioni regionali del marzo, nelle quali bisognava fare, squadra e quadra intorno alla figura di Luciano D’Amico. Le elezioni le vince, però, Marco Marsilio e tutto quell’idillio comincia a schricchiolare perché i pentastellati, conti alla mano, danno ad intendere che i pochi voti presi da Azione abbiano fatto perdere la coalizione.

Quando giunge a Pescara Carlo Calenda, a supporto dell’azionista Costantini, siamo nel mese di febbraio 2024: Costantini è ancora un azionista e la sua fedelissima, Francesca Ciafardini, Presidente Azione Pescara, ex PD, con Rossana De Angelis Segretario. Sono tutti schierati, guidati da un propositivo Giulio Cesare Sottanelli, Segretario Regionale e Raffaele Bonanni, Presidente. Di nuovo tutti d’amore e d’accordo con qualche nuvola a forma di stella all’orizzonte. E la nuvola si trasforma in veto: nel mese di aprile il Movimento 5 Stelle pone il veto su Azione e Italia Viva. Per Costantini è la scelta: si autosospende da Azione, ritorna ad essere un “civico” ed il simbolo del partito di Carlo Calenda sparisce alle amministrative, in nessuna delle 4 liste compare il simbolo di Azione. Al silenzio e al no comment della segreteria, è seguito un post su Facebook a firma Rossana De Angelis, è l’8 giugno:“Alla luce delle dichiarazioni rilasciate da Costantini durante la trasmissione di ieri sera su Rete8, Pescara in Azione , nella persona del suo segretario provinciale pro-tempore, si dissocia da quanto dichiarato circa un ns. placido sostegno alla sua candidatura. Non c’è mai stata una delibera in tal senso del partito dopo il veto subito dai 5 stelle ed indirizzato sia a noi che ad Italia Viva. Si specifica inoltre che nelle liste di Carlo Costantini c’è un candidato tesserato di Azione, già Dirigente Provinciale, che per sua libera scelta ha presentato spontanee dimissioni dall’incarico, nel rispetto del medesimo veto al quale era legata la candidatura di Costantini. Ciò premesso, non volendo creare sconcerto nell’elettorato ed incomprensioni tra gli iscritti, su richiesta del nostro Segretario Regionale, ci siamo concentrati sulla campagna elettorale europea che vede la nostra candidata Libera D’Amelio (detta LIA) impegnata in prima linea per l’Abruzzo“.

I seggi non sono ancora aperti ma tra Azione e Costantini è frattura insanabile: il veto accettato non ha portato a nulla, ha fatto sì che si disperdessero i voti, confluiti, ovviamente, nel serbatoio di Masci e, tanti, a quello di Pettinari: se si confrontano le percentuali, infatti, il Movimento 5 stelle si ferma al 3, 95% mentre la Lista Pettinari 9,33%. Del resto il segretario di Italia Viva lo aveva detto: la politica non si fa con i veti.

Nel frattempo Costantini fa sapere che non ha ancora deciso se guiderà l’opposizione in Consiglio Comunale, troppo presto per prendere qualsiasi decisione. Certo è che la delusione per non aver raggiunto l’obiettivo minimo del ballottaggio e quello sperato di vincere al primo turno c’è, e brucia. E ritornando all’inizio della storia, forse quell’endorsement di D’Alfonso aveva tanto il sapore del “Stai sereno!“perché la vera partita sarà nel 2027. E lui la giocherà.

L. REDAZIONE

 

 

 

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