L’ospedale avrebbe perso la vista, e in effetti è così. Lo rileva il partito democratico pennese. In pratica, l’attività chirurgica dell’oculistica sarebbe in corso di smantellamento e addirittura tutta l’apparecchiatura sarebbe in procinto di lasciare il “San Massimo” diretta a Pescara. E’ un nuovo attacco politico che segue di poche settimane la polemica sulla mancanza del certificato antincendio del presidio ed altre carenze strutturali in un ospedale che da due anni e mezzo è sottoposto a stress per via del cantiere di riqualificazione finanziato con 16 milioni di euro e che interesserà anche l’intero pronto soccorso.
La Asl di Pescara non nega ciò che viene denunciato, ma tiene a precisare che:” Il fermo dell’attività chirurgica oculistica è stato determinato da una situazione sopravvenuta a causa di carenza di personale medico specialistico, nello specifico di quattro unità. Nelle more di reclutare personale con le competenze richieste, la Asl ha previsto una rimodulazione temporanea delle attività chirurgiche a Pescara, potenziando il blocco operatorio e aumentando le sedute settimanali, con il trasferimento presso il capoluogo dei pazienti già prenotati per l’intervento, provenienti dall’area vestina. Questa è la misura che consente di contenere i tempi di attesa e di offrire cure in condizioni di piena sicurezza clinica”.
E dall’azienda sanitaria precisano anche che “la legge regionale di riordino della rete ospedaliera del 2023 prevede l’oculistica come servizio ed è pertanto una decisione che si colloca in questo contesto”. Prima di Natale, una visita istituzionale dell’assessore regionale alla Sanità Nicoletta Verì e del direttore generale della Asl Vero Michitelli aveva interessato la Chirurgia, l’Ortopedia, la Gastroenterologia, la Radiologia, il Pronto Soccorso e la Farmacia ospedaliera, recentemente ristrutturata e restituita a piena funzionalità.
Per effetto della nuova rete ospedaliera, il “San Massimo” è un Ospedale di Base sede di Pronto Soccorso, all’interno del modello Hub e Spoke. Un’evoluzione che comporterebbe un rafforzamento significativo in termini di strutture, servizi e risorse, con un impegno economico e organizzativo rilevante, ma ritenuto necessario per garantire risposte adeguate a un territorio vasto e caratterizzato da una popolazione mediamente anziana. Ma la realtà appare più complicata. “Il San Massimo di Penne – venne detto nel corso dell’incontro – è un Presidio che contribuisce in modo diretto all’equilibrio del sistema ospedaliero provinciale, a partire dal Pronto Soccorso di Pescara”.
“Sappiamo tutti com’era questo ospedale e com’è oggi – evidenziò il Direttore Generale Vero Michitelli – Gli interventi realizzati negli ultimi anni, sia sul piano strutturale sia su quello organizzativo, sono sotto gli occhi di tutti e testimoniano una scelta precisa di rafforzamento del presidio all’interno della rete sanitaria provinciale. Questo percorso passa necessariamente anche dal personale: siamo consapevoli delle criticità esistenti e abbiamo già attivato le azioni necessarie per il reclutamento e il rafforzamento degli organici, in particolare infermieristici, perché il corretto funzionamento dell’Ospedale di Penne è essenziale non solo per questo territorio, ma per l’equilibrio complessivo del sistema, a a partire dal Pronto Soccorso di Pescara”.
Berardo Lupacchini
















