Il bluff della casa di riposo. Mariotti la vuole altrove. Il rebus soldi

ll 13 settembre 2023 Renato Mariotti, attraverso la sua pagina Facebook, annunciava “…A Loreto Aprutino inizia il conto alla rovescia per la riapertura della Casa di riposo Mariannina Acerbo”. Esplodeva la gioia di tutti. Immagine e messaggio inequivocabili, manca poco, si pensa a giorni più che ad anni. La riapertura della storica ex IPAB (Istituzioni Pubbliche di Assistenza e Beneficenza) doveva rappresentare, per la nuova amministrazione, un nuovo ciclo per il rilancio del centro storico ed invece il conto alla rovescia ci trova ancora qui a quasi due anni dall’annuncio di Mariotti e la struttura è ancora chiusa. Eppure, come abbiamo avuto modo di scrivere, più volte, sulle nostre pagine, bastava una firma, quella del nuovo primo cittadino, sulla convenzione di comodato d’uso dello stabile di via del Gelo, a favore dell’ASP (Azienda pubblica di servizi alla persona) per la durata di 25 anni.

Un atto complesso, meditato, con clausole che preservano la centralità di un luogo così importante: l’obbligo di un centro diurno, la precedenza da riconoscere ai loretesi e per loro una diminuzione della retta, l’obbligo di lasciare la Cappella di San Giuseppe così come è stata restaurata. All’ASP l’onere di sanare tutte le difformità strutturali e rendere funzionale l’edificio.

Ma cosa ha fatto cambiare idea al sindaco dopo il roboante annuncio? La risposta la troviamo nella replica che Mariotti ha dato alla consigliera di minoranza Manuela Vallozza, nell’ultimo consiglio comunale: “Sono in corso diverse valutazioni orientate ad identificare una eventuale nuova sede per la realizzazione della casa di riposo”. Inoltre, si legge nella risposta all’interrogazione presentata dalla Vallozza che: “Una eventuale riapertura non può in ogni caso prescindere dalla effettuazione di interventi strutturali (…) con una spesa stimata di almeno 200 mila euro” Ormai, le voci di una possibile nuova sede circolavano da diverso tempo: qualcuno si era spinto persino ad identificare lo stabile abbandonato ai Cappuccini, antistante il Parco Maxx, come sede della casa di riposo. Ma come: sono pesanti 200 mila euro per la riapertura della “Mariannina Acerbo” e gli amministratori pensano di acquistare e mettere a norma uno stabile spendendo cifre proibitive per le casse comunali?

Qualcosa non torna nel ragionamento, soprattutto se l’ASP, come abbiamo scritto sopra, si sarebbe accollata tutti gli oneri per la ristrutturazione della storica struttura, un’operazione a costo zero per il Comune aprutino. Una seconda teoria, che circola tra la gente in questi giorni, sarebbe quella che un imprenditore sia intenzionato a costruire, nel giro di qualche anno, dalle fondamenta, una struttura nuova che poi sarebbe data in gestione ad una cooperativa o azienda specializzata nel settore delle case di riposo.

Una soluzione che potrebbe interessare il sindaco Mariotti e la sua maggioranza, ma poi come sarà impiegata la struttura storica che ospita la “Mariannina Acerbo”? La domanda non è campata in aria visto che con la Legge Regionale del 2014, tutte le ex IPAB, compresa quella di Loreto Aprutino, sono in carico all’ASP e se è vero che la struttura in Via Gelo è di proprietà del Comune è altrettanto vero che la sua destinazione, il suo uso non può essere che quello dei servizi rivolti agli anziani, alla famiglia, ai minori, agli adulti svantaggiati e alle persone diversamente abili.

Insomma, all’interno della “Mariannina Acerbo”, come è scritto nell’atto di devoluzione, non può essere svolta nessun’altra attività, la sua destinazione d’uso è chiara e limpida come l’acqua. Ed il mancato utilizzo dell’immobile porta, piano piano, al degrado del patrimonio pubblico, alla perdita di valore economico e culturale, con conseguenti danni per la collettività. Ma questa è una storia che a Loreto abbiamo già visto negli ultimi anni.

 

 

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