C’è chi alle elezioni provinciali arriva con una strategia. E poi c’è il sindaco Renato Mariotti, che sembra, secondo molti osservatori della politica, aver scelto la modalità “enigmistica avanzata”. Per il primo cittadino di Loreto Aprutino, le provinciali sono diventate un rebus, un cruciverba ad alta difficoltà: definizioni incerte, caselle che non tornano e, soprattutto, una lista che sparisce proprio quando sembrava pronta a partire.
Mariotti aveva fatto le cose per bene. Firme raccolte, addirittura di quasi tutta la maggioranza in consiglio comunale (tranne Ferri) a sostegno non del PD, come hanno fatto Acconciamessa e la Vallozza, ma del candidato presidente Ottavio De Martinis, sindaco di Montesilvano e presidente uscente della Provincia di Pescara. Non solo: sostegno anche alla lista “Progetto Civico” dei consiglieri provinciali, messa in piedi dal medesimo De Martinis, estromessa, poi, dalla competizione elettorale.
Sipario chiuso. Ora il sindaco di Loreto si ritrova in quella posizione scomoda che in politica equivale a restare in mezzo al guado, con il ponte appena ritirato. E la domanda rimbalza tra le colline dell’Area Vestina: che farà adesso?
Andare a rimorchio del sindaco di Picciano, Vincenzo Catani (scelta che in molti leggono come un azzardo), artefice della strategia politica pro De Martinis, potrebbe costare caro. Perché in politica, si sa, il traino funziona finché il trattore va dritto. Se cambia direzione, chi è agganciato rischia di finire nel fosso. E qui si apre il nuovo capitolo del rebus. Mariotti dovrà decidere chi sostenere, e soprattutto chi votare tra i candidati consiglieri provinciali dell’Area Vestina: Gilberto Petrucci, primo cittadino di Penne, o Giammarco Marzola, vice sindaco di Farindola. Oppure seguire le indicazioni del sindaco di Picciano e sostenere, dopo che la lista del presidente provinciale uscente è stata esclusa, la lista di Donato Di Matteo, il vecchio amore dello stesso Catani?
Tre strade, un solo voto. E un equilibrio politico che somiglia sempre più a una partita di Risiko giocata senza carri armati. Per ora, l’unica certezza è che il sindaco Mariotti si trova davanti a un bivio — anzi, a tre. E qualunque scelta farà, qualcuno presenterà il conto. In fondo, la politica è come un pranzo di famiglia: ci si siede tutti allo stesso tavolo, ma basta una parola di troppo per far volare i piatti. E oggi, più che mai, il sindaco di Loreto dovrà decidere con chi brindare… sperando che il calice non sia già incrinato.














