Cinghiali: danni alle coltivazioni agricole, gli agricoltori chiedono alla Regione Abruzzo le gabbie di cattura

“Anche quest’anno è lo stesso problema. Sono anni che cerchiamo di far valere le nostre ragioni con il Governo e con la Regione, ma i danni aumentano sempre di più”. È un grido di esasperazione quello di Maiani Clementino, agricoltore, che documenta l’ennesimo attacco dei cinghiali nelle campagne di Loreto Aprutino.

Il caso più eclatante si è verificato in località San Pellegrino, ai piedi della riserva naturale regionale di Penne su un appezzamento di proprietà di Patrizia Chiavaroli. Un ettaro e mezzo coltivato a mais, completamente devastato. “Come potete vedere – continua Maiani – questo è un appezzamento di un ettaro e mezzo di terreno dove lei ha investito, come noi altri, circa 1000 euro a ettaro per mettere il mais. Non raccoglierà niente, perché il danno è quasi del 100%. Un investimento perso, un raccolto azzerato”.

Nella riunione sul posto, in aperta campagna, Maiani spiega bene il nodo del problema: “I cacciatori quando vengono a fare la braccata con i cani, dopo la dovuta richiesta agli ATC (Ambiti Territoriali di Caccia), vengono logicamente solo di sabato e domenica perché gli altri giorni lavorano. Ma purtroppo in mezzo alla settimana i cinghiali non vanno in ferie. Il risultato è che dal lunedì al venerdì i campi restano incustoditi e i branchi agiscono indisturbati.  Il problema si può risolvere tranquillamente – dice Maiani lanciando un appello diretto ai vertici della Regione Abruzzo e in particolare all’assessore all’Agricoltura Emanuele Imprudente. “Ci vogliono le gabbie di cattura. Era stato iniziato con questa metodo la lotta ai cinghiali, purtroppo è stato interrotto.”

Una richiesta che torna d’attualità. La Regione Abruzzo ha infatti approvato un piano straordinario contro i cinghiali che mira a tutelare le produzioni agricole e la sicurezza pubblica, e tra le novità ha introdotto la figura del tutor, un cacciatore scelto direttamente dagli agricoltori che può essere attivato rapidamente.  Ma non solo: a richiesta gli agricoltori possono richiedere all’ATC l’attivazione dei Selecontrollori, cacciatori muniti di visori notturni e con una qualifica speciale, che pratica la caccia di selezione per mantenere l’equilibrio della fauna e dell’ecosistema Inoltre, tra le misure discusse negli anni c’è anche il finanziamento per gabbie di cattura e recinzioni per i proprietari dei fondi più colpiti. 

Misure che però, sul territorio, gli agricoltori dicono di non vedere ancora. “Dobbiamo risolvere questo problema – conclude Maiani – noi non ne possiamo più. L’agricoltura deve avere pure un occhio di riguardo, altrimenti siamo costretti alla chiusura delle nostre aziende agricole”


 

 

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