Il Sindaco di Città Sant’Angelo Matteo Perazzetti, chiamato in causa dai Sindacati in merito all’annullamento del contratto di lavoro di 4 lavoratori di Ambiente, stipulato nel 2014 dall’allora Linda, dice: <Come Amministrazione comunale esprimiamo la nostra totale solidarietà ai quattro lavoratori del settore ambiente che, dopo undici anni di servizio presso la società Impeccabile, si sono visti annullare il proprio contratto in seguito alla recente sentenza. Abbiamo seguito questa vicenda passo dopo passo, insieme al sindacato, incontrando i lavoratori e offrendo loro tutto il sostegno possibile. Sappiamo quanto questa decisione incida sulle loro vite e sulle loro famiglie, e non permetteremo che la loro storia venga archiviata con superficialità>.
E prosegue: <La sentenza richiama come elemento determinante l’accordo stragiudiziale siglato anni fa con la vecchia società Linda di Città Sant’Angelo: un atto profondamente sbagliato, le cui conseguenze oggi cadono sulle spalle di persone che hanno sempre lavorato con serietà. È doveroso ricordare che quell’accordo porta la firma dell’allora presidente Guido La Torre, la stessa persona che – incredibilmente – dopo la fusione ricoprì anche il ruolo di Vicepresidente in Ambiente. Una continuità gestionale che riteniamo gravemente inopportuna e che oggi, alla luce dei fatti, mostra tutta la superficialità e l’irresponsabilità di chi ha avuto ruoli di guida in quella fase>.
Poi aggiunge: <Questa Amministrazione ha preso le distanze da La Torre sin dall’inizio, allontanandolo proprio perché non abbiamo mai ritenuto affidabile il suo modo di gestire la cosa pubblica. I risultati odierni confermano che le nostre preoccupazioni erano più che fondate. Se durante la fusione vi sono state omissioni, mancanze di vigilanza o valutazioni errate che hanno permesso che quella scelta scellerata rimanesse una “bomba a orologeria”, tutto ciò dovrà essere chiarito, visto che lo stesso firmatario Guido La Torre ricopriva il ruolo di Vice Presidente della società Ambiente, quindi sapeva del contratto. È inconcepibile che scelte gestionali sbagliate – compiute da chi avrebbe dovuto tutelare l’ente e i cittadini – ricadano su lavoratori innocenti>.
Quindi conclude: <Per questo motivo, alla luce dei danni subiti da queste famiglie e dell’evidente cattiva gestione del passato, il Comune si riserva di valutare approfonditamente anche la possibilità di avviare azioni nelle sedi competenti per accertare eventuali responsabilità dell’ex amministratore. Ribadiamo con forza il nostro sostegno ai lavoratori e confermiamo che questa Amministrazione non resterà a guardare: chi ha sbagliato deve essere chiamato a rispondere delle proprie scelte>.















