Il deragliamento di un tram a Milano con morti e feriti è una delle notizie più battute e drammatiche del giorno. Tra i primi soccorritori, anche un po’ cronista della tragedia, la dottoressa Antonella Santuccione, medico, neuroscienziata, pioniera della medicina di precisione, che con l’organizzazione Women’s Brain Foundation e le sue ricerche è diventata famosa in tutto il mondo.
Ha raccontato la sua imprevista e forte esperienza sui social, la sua dedizione deontologica credo meriti risalto e apprezzamento, specie in anni difficili, dove l’involuzione e i timori relazionali e morali dettano inerzie. “Sono ancora un po’ scioccata- risponde candidamente Antonella al mio audio, di amico e di giornalista, all’indomani dell’incidente- l’adrenalina mi ha subito spinta all’azione e a fare il massimo prima dell’arrivo dei soccorsi…”. Secondo sua indicazione visiono e riporto un post social di una giornalista, Eleonora Chioda, per ritrovarci anche una drammatica, lucida e esauriente narrazione del post deragliamento di Antonella:
“È stata tra i primi, se non la prima, a prestare soccorso ieri ai feriti del tram 9, deragliato a Milano- riporta la Chioda- La dottoressa Antonella Santuccione Chadha era a Milano perché invitata a parlare a un evento, che ho organizzato per Abi sulla medicina di genere e l’intelligenza artificiale. Partiva da Zurigo, l’ho voluta con tutto il mio cuore e lei ha fatto una relazione stupenda davanti a 24 banche. Poi è andata in un teatro a registrare una puntata dedicata alla scienza e infine stava ripartendo per Zurigo. Era su un taxi alle quattro del pomeriggio, in via Vittorio Veneto, in Porta Venezia. Guardando fuori dal finestrino, ha visto gente per terra. Scarpe, indumenti, sporco. Al momento ha pensato fosse una protesta di homeless poi, in una frazione di secondo, si è resa conto. «Mi faccia scendere, sono un medico». E ha prestato i primi soccorsi. «Caos. Urla. Corpi a terra. Senza esagerare mi sono sentita in una zona di guerra. Ho iniziato subito a fare quello che potevo. Triage. Valutazioni rapide. Priorità. Con me un giovane poliziotto in borghese di Napoli e una giovane farmacista di origine russa. Decine e decine di feriti, direi più di 50. I soccorsi sono arrivati dopo circa venti minuti. Venti minuti che sembravano un’eternità…»
Antonella ha ancora la voce ancora fioca e scossa quando esaudisce la mia richiesta di lasciarmi in audio un ultimo commento sull’accaduto:
“La vita è un mistero. Quando accade tutto questo ti chiedi perché l’universo lo consente…Ma il lavoro di un medico è soprattutto questo: esserci quando gli altri fuggono. Mantenere lucidità nel caos, mettendo ordine dove c’è solo disordine. Scegliere in pochi secondi e assistere in tutti i modi chi ha bisogno del tuo contributo. I miei pensieri ora vanno ai deceduti, ai feriti, alle famiglie, a tutti quelli che sono stati impegnati nei soccorsi e che si sono ritrovati e vedere e vivere scene che nessuno pensa possano accadere in un ordinario pomeriggio a Milano.”
Ringrazio Antonella, una volta ancora ha saputo portare lustro alla sua terra natia, di solito con/per la “mente”, oggi anche con il cuore.
Peppe Di Michele
















