CASTILENTI: SAN LORENZO VINI RACCONTA IL TERRITORIO ATTRAVERSO NATURA, ARTE E POESIA
Tra assaggi, racconti e momenti di confronto, a suscitare particolare curiosità tra i presenti è stata anche la presentazione del progetto dedicato al recupero della Maiolica

C’è un modo di fare impresa che va oltre la produzione e sceglie di trasformarsi in racconto, condivisione e restituzione al territorio. È questa la filosofia che accompagna l’appuntamento annuale promosso da San Lorenzo Vini a Castilenti in provincia di Teramo. Un’occasione attraverso cui l’azienda apre le porte del proprio universo produttivo, offrendo ogni volta una visione nuova e sempre diversa del proprio lavoro. Quest’anno, il percorso si è arricchito ulteriormente grazie alla mostra ospitata nelle sale di Palazzo De Sterlich dove il vino ha dialogato con l’arte attraverso un’esposizione che ha accompagnato e amplificato l’esperienza dei presenti.

Gianluca Galasso, titolare dell’azienda e Riccardo Brighigna, enologo, hanno guidato gli ospiti in un percorso che ha saputo unire degustazione, sperimentazione e arte contemporanea, grazie anche alla presenza della giornalista Evelina Frisa che ha raccontato il percorso e il significato delle opere esposte, ponendo l’accento anche sulla volontà dell’azienda di raccontarsi attraverso esperienze capaci di andare oltre il semplice assaggio.

Protagonista della giornata è stato il debutto dello Spumante Metodo Classico Brut, nuova sfida enologica di San Lorenzo Vini. “È un’edizione a tiratura molto limitata – racconta Gianluca Galasso – Al momento produciamo appena 1000 bottiglie. Dopo diverse sperimentazioni con vari vitigni, abbiamo optato per il Montepulciano d’Abruzzo vinificato in bianco, utilizzando uve provenienti da una vigna giovane e raccolte precocemente. Il vino, che affina 24 mesi sui lieviti, ci ha convinti fin dall’inizio con dei risultati soddisfacenti”.

Brighigna, ha poi condotto una degustazione pensata per mettere in luce il potenziale evolutivo dei grandi vini abruzzesi, attraverso una verticale di Trebbiano Casabianca – nelle annate 2025, 2019 e 2017 – affiancata dal Cerasuolo Casabianca 2025, dal Montepulciano d’Abruzzo Colline Teramane DOCG Oinos 2021 e dal Montepulciano Oinos 2008, autentica testimonianza della straordinaria capacità di invecchiamento del vitigno simbolo regionale. «Con questa degustazione abbiamo voluto raccontare il valore dei grandi vini d’Abruzzo e la loro capacità di evolvere nel tempo mantenendo identità, complessità ed eleganza», ha sottolineato l’enologo.

Tra assaggi, racconti e momenti di confronto, a suscitare particolare curiosità tra i presenti è stata anche la presentazione del progetto dedicato al recupero della Maiolica, antico vitigno a bacca rossa la cui presenza nella nostra regione è documentata già nel 1875 e oggi è al centro di un articolato percorso di recupero e ricerca. Un vitigno che potrebbe rappresentare, nei prossimi anni, una nuova opportunità per la viticoltura abruzzese, affiancando il montepulciano d’Abruzzo come secondo vitigno a bacca rossa regionale. Le differenze tra le due varietà, infatti, lasciano intravedere una possibile convivenza, senza sovrapposizioni ma piuttosto in un’ottica di complementarità.

Una curiosità: il nome, secondo alcune ipotesi, deriverebbe dalla lucentezza degli acini che compongono il grappolo e che costituirebbe una caratteristica distintiva di questa varietà.

«Abbiamo impiantato un ettaro e mezzo di Maiolica a due differenti altitudini – spiega Brighigna – per comprenderne appieno il comportamento agronomico ed espressivo. È un progetto che guarda al futuro della viticoltura abruzzese e che ci consentirà di vinificare per la prima volta questo vitigno già nella prossima vendemmia ».

Chissà, quindi, che già dal prossimo appuntamento da San Lorenzo Vini non si possa arrivare ad assaggiare la prima bottiglia di questo vitigno, prima concreta espressione del lavoro di ricerca in corso.

Ma Palazzo De Sterlich quest’anno è diventato anche un importante contenitore polifunzionale aprendosi ad un dialogo con l’arte e ospitando, nei locali destinati alla bottaia, il progetto espositivo Correzione di Far falle nato dall’incontro tra lo scultore Pasquale Ricci, di Castiglione Messer Raimondo e il poeta Manuel Di Mattia, di Castilenti, con la curatela di Valentina Muzzi, restauratrice di Teramo.

Da sx: Valentina Muzzi, Pasquale Ricci e Manuel De Mattia

Una mostra che mette al centro ferite interiori e possibilità di rinascita, trasformando simbolicamente le crepe dell’esistenza in farfalle, metafora di cambiamento e trasformazione. Oltre venti opere danno forma a un percorso poetico ed espressivo in cui materia e parola si incontrano e si completano.

«Le mie opere sono il racconto di ciò che spesso scegliamo di nascondere – afferma Ricci –: la fragilità, l’errore, il peso delle esperienze vissute, ma anche il desiderio di trasformarsi e ricominciare».

Le parole di Manuel Di Mattia non accompagnano semplicemente le opere, ma ne diventano parte integrante, contribuendo a costruire un dialogo continuo tra immagini, emozioni e riflessioni. Un percorso emozionante che cattura lo sguardo e invita alla riflessione, mostrando come le crepe, in fondo presenti in ognuno di noi, possano renderci forse più autentici e persino più belli agli occhi di chi ci osserva. Non dovremmo aspettare di trasformarci in farfalle né aver paura di mostrare: è questo uno dei messaggi che si può raccogliere, un messaggio che arricchito dalle parole di Manuel Di Mattia, capaci di condensare in poche espressioni emozioni, suggestioni e stati d’animo. E così, dopo aver osservato sculture, letto testi poetici, davanti a bottiglie in affinamento e grandi botti destinate a custodire il tempo del vino, anche la degustazione assume una dimensione diversa. Diventa esperienza sensoriale e culturale insieme, inserita in un contesto capace di amplificare percezioni e costruire suggestioni.

● E’ possibile visitare la mostra dalle 18.00 alle 20.00 giovedì, venerdì e sabato presso Palazzo De Sterlich in Via Cippo Romano, Castilenti (TE)
● L’ esposizione è stata prorogata fino al 26 luglio.
● INGRESSO LIBERO
● All’interno di Palazzo De Sterlich è inoltre possibile acquistare il catalogo della mostra, il cui ricavato sarà devoluto all’associazione Clown Doc di Pescara.
Per informazioni è attivo il numero 333 7817450

 

 

Opere in mostra

 

 

 

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