PENNE - Non c'è solo il caos Tares (tassazione esageratamente alta, tariffazione sbagliata, agevolazioni soppresse) ad agitare le feste dei pennesi, ma anche quello sulla Tarsu, la vecchia tassa sui rifiuti andata in archivio rincarata nel 2011 del 46% e portata a 2,50 euro a mq.

Il Comune di Penne sul filo di lana della prescrizione di quelli che sono i residui attivi ha inviato ben 2 mila avvisi ai contribuerti relativi all'anno 2008 contestando nella maggior parte dei casi una superficie maggiore rispetto a quella già in suo possesso, e dunque non autodichiarata dai soggetti passivi della tassa. Il caso di una signora, Rosa P., è emblematico. Ai fini Tarsu l'ente locale le ha contestato un'evasione relativa a 16 mq. che al Comune risulterebbero in più. La tassa in questi cinque anni ha finito per raddoppiarsi caricandosi di interessi e sanzioni. Non solo: avendo rettificato la tassa del 2008, il nuovo dato si riverbera anche negli anni successivi. Ma è curioso constatare come la stessa signora ai fini Tares, il tributo sui rifiuti e sui servizi che solo per il 2013 ha sostituito la Tarsu, abbia ricevuto un conteggio comunale basato sui metri quadrati su cui da sempre ha pagato le imposte e perciò avallati dal Comune. Ne è derivato che la signora in esame ha dovuto farsi riconteggiare i metri quadrati da un tecnico, spendendo decine di euro per poi recarsi allo sportello comunale e farsi rettificare la superficie imponibile. Ma la signora ricorrerà entro i 60 giorni di legge ala commissione tributaria. Eppure il Comune si era affidato alla Cerin srl di Bitonto (che chiede il pagamento di 200 mila euro di crediti non soddisfatti) nei primi anni '90 per avere una propria banca dati sugli immobili. Come si ricorderà, nelle case dei pennesi entrarono squadre di verificatori per prendere le misure. Oggi però sono messe in discussione dallo stesso ente locale. E' bene ricordare che ai fini Tarsu e tares la superficie di calcolo è la stessa in base alla legge n.311 del 2004 per Tarsu e di fine 2011 per Tares. Ne consegue che per i vani principali sono considerati anche i muri interni e perimetrali fino a uno spessore massimo di 50 cm. e dunque una superficie al 100%; per i vani accessori indiretti (cantine, soffitte e simili) bisogna distinguere fra quelli comunicanti con i prinjcipali, da considerare al 50%, e non comunicanti: al 25%. Le superfici scoperte, cioè i cortil di pertinenza, concorrono alla tassa fino alla stessa superficie dei vani principali e degli accessori diretti al 10%, oltre al 2%. I vani accessori, come balconi e terrazze se comunicanti con i locali principali, formano la base imponibile nella misura del 30% fino a 25 mq. oltre per il 10%; se non comunicanti al 15% e al 5% nei limiti dei precedenti.