Marzo 24, 2019

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Politica

È stato convocato per martedì 12 dicembre, alle ore 8.00, presso la sede della Regione Abruzzo in Viale Bovio a Pescara, un incontro per affrontare il grave problema dei disabili attualmente assistiti dalla Fondazione Paolo VI di Penne e che, a partire dal 1° gennaio 2018, rischiano di dover rinunciare ai servizi riabilitativi e di sostegno.

Premettendo (e ribadendo) una precisazione a dir poco fondamentale: la questione sulla quale discutere riguarda la riabilitazione di utenti adulti affetti da gravi disabilità ed è quindi materia nella quale la Regione ha competenza quasi esclusiva (e riteniamo pura follia non coinvolgere la Regione al tavolo tecnico del 30 novembre) e mettendo da parte le offese personali degne di una ripicca da infanti e che qualificano chi le rivolge (noi preferiremmo restassero sul piano politico piuttosto, forse l’educazione politica non appartiene a tutti, anziché scendere sul personale: di chi sarei il burattino?

"Il sindaco Semproni sta adottando un comportamento degno del noto romanzo di Stevenson” esordisce il segretario del PD pennese, Andrea Vecchiotti “perché mostra due personalità a seconda degli interlocutori.

Uno scambio di lettere piuttosto significativo. E’ quello che riguarda l’amministrazione comunale e la Fondazione Paolo VI in particolare sul suo Centro San Massimo, la struttura che opera nel capoluogo vestino, accanto al duomo. Il 14 novembre Mario Semproni aveva scritto all’ente, creato da monsignor Antonio Jannucci, dicendosi preoccupato per gli effetti legati alla riconversione della rete della disabilità regionale “gravemente penalizzante per gli utenti di Penne”.

“Le problematiche registrate nella giornata odierna in seguito all’ondata di maltempo sono sicuramente riconducibili all’assenza di investimenti sulla manutenzione del territorio da parte della Regione Abruzzo, a partire dai movimenti franosi verificatisi nelle aree interne, come Penne e Pianella, per concludere con l’eccezionale acqua alta a Montesilvano, dove addirittura dei cittadini sono stati costretti a spostarsi a bordo di canoe.

L’Uomo senza qualità”, l’imponente capolavoro letterario del ‘900 di Robert Musil, con coltissima maestria cesella la parabola dell’alienazione esistenziale di un uomo dalle cospicue doti intellettuali e umane che, gradualmente, si estranea dal mondo reale, in “sintonia” con la decadenza dell’Impero austro-ungarico, Kakania nel gergo beffardo di Musil, e della società borghese.

Ennesimo campanello d’allarme per la nostra Regione. Questa volta è lo studioso Aldo Ronci a srotolare i pessimi risultati raggiunti dal Governo D’Alfonso. Lo studio, infatti, prende in considerazione il triennio 2014-2016. In questo triennio sono oltre 11 mila gli abruzzesi che hanno deciso di lasciare la nostra regione per cercare fortuna altrove, il triplo rispetto alla media nazionale. Un vero è proprio esodo.

Con una lettera inviata al Presidente della Repubblica Mattarella, al Presidente del Consiglio Gentiloni, al Ministro dell’Interno Minniti, al Prefetto di Pescara Provolo, al Capo Dipartimento della Protezione Civile Borrelli, al Governatore della Regione Abruzzo D’Alfonso e al Presidente dell’UPI Variati, il Presidente della Provincia di Pescara, Antonio Di Marco, riporta all’attenzione delle massime Istituzioni dello Stato il problema di un adeguato finanziamento per il piano neve della Provincia e per il potenziamento del parco mezzi necessario per soccorrere le comunità locali in caso di abbondanti nevicate.