Gentile Presidente.

Unanime è la preoccupazione delle diverse forze politiche, delle rappresentanze sindacali, industriali, dell’artigianato, di esercenti e operatori agricoli circa la profonda e annosa crisi dell’entroterra vestino. I centri storici in particolare (anche a causa dei recenti fenomeni tellurici) vivono uno spopolamento senza precedenti, che appare ineludibile e appassisce i cuori. Il tessuto economico, nella sua globalità, galleggia tra oggettive difficoltà.

Manca la visione d’insieme, la prospettiva, un colpo d’ali; manca un sogno da alimentare. Cosa sarebbe oggi Penne senza il sogno di Nazzareno Fonticoli che ha partorito la Brioni Roma Style? E Loreto Aprutino senza l’estro dell’Avvocato Valentini che ha regalato a questa regione e all’Italia una delle più belle eccellenze enologiche?

L’assenza di infrastrutture viarie a scorrimento veloce e insediamenti industriali rilevanti suggerisce la valorizzazione dei nostri prodotti culinari, mediante promozione della piccola ristorazione di qualità esaltata dai prodotti autoctoni: Pecorino di Farindola, Tondino del Tavo, arrosticini ecc; ne gioverebbe immancabilmente l’agricoltura. Il sostegno all’artigianato locale rappresenterebbe un valido sussidio anche al sofferente tessuto commerciale.

Sono, le mie, banali considerazioni e certamente già sentite, ma arrivo alla magna quaestio. Faccio appello alla Sua sensibilità affinché voglia esperire ogni possibile e concreto tentativo per la realizzazione della pista ciclabile ricalcante il percorso del vecchio tracciato ferroviario: quello del trenino... Collegare in tal maniera Penne alla costa significherebbe non solo vitaminizzare il territorio intercomunale che si snoda sul tragitto ma ridare insperato ossigeno ad una vasta area regionale (tra quelle più dimenticate dalla politica, largamente intesa). Coniugare attività fisica salutare in luoghi poco contaminati, bellezze paesaggistiche, cibo sano e gustoso, centri storici caratteristici e tradizioni autentiche è quanto di meglio si possa fare per consentire ai nostri figli di immaginare un futuro possibile senza rimpianti e valigie in mano.

Con viva cordialità.

Lauro Bifari