PENNE - Se a Roma, nei prossimi giorni, dovesse nascere un "Governo di legislatura" tra Pd, M5S e Leu, e certificare nei fatti il "ribaltone" rispetto alle elezioni del 2018, l'esperienza politica romana, promossa da Matteo Renzi e caldeggiata dai centristi, potrebbe essere replicata tra pochi mesi anche a Penne.

I tre partiti, infatti, dal giugno 2016 sono "compatti" e siedono sui banchi dell'opposizione, e nel 2021 - con il Governo nazionale probabilmente ancora in carica - il laboratorio del centrosinistra, sostenuto dal M5S pennese, più qualche transfuga del centrodestra affezionato alla poltrona, sempre nel nome del civismo, potrebbe rappresentare una armata fortissima per vincere le elezioni e battere la coalizione di centrodestra a trazione leghista che sarà guidata dal sindaco Mario Semproni che, secondo indiscrezioni circolate nell'ambiente locale, intende ricandidarsi. L'unica incognita nella coalizione "giallo-rossa" potrebbe riguardare la scelta del candidato sindaco: il Pd spinge per il giovane segretario, Andrea Vecchiotti, già disarcionato nelle ultime regionali per fare spazio a Valeria Di Luca, mentre il M5S caldeggia l'ipotesi Luca Falconetti, oppure, se non dovesse esserci compattezza tra i maschietti, ecco pronta la novità femminile: in lizza ci sarebbero Paola Maria Duttilo e Valeria Di Nino (nella foto) per il M5S o le presidi Angela Serafini e Angela Pizzi per il Pd, entrambe già da tempo schierate politicamente. Sono però dettagli. L'operazione potrebbe essere diretta dal senatore dem, Luciano D'Alfonso, ombra di Renzi nei salotti della politica romana, il quale, a Penne, vanta seguaci e protetti. Al D-day, però, mancano 20 mesi, ma in politica, come raccontano i vecchi socialisti, non manca l'arte dell'impossibile. E poi c'è da capire quale strada seguirà il gruppo che fa capo a Donato Di Marcoberardino, che segue attivamente l'ex assessore regionale Donato Di Matteo, il quale, a livello locale, stringe accordi con tutte le forze politiche (tranne con gli esponenti coordinati da Luciano D'Alfonso, Silvio Paolucci e Antonio Di Marco). La grande ammucchiata composta da Pd-M5S e Leu (rappresentanti a Penne, dicono, da Guglielmo Di Paolo), almeno sulla carta, potrebbe risultare vincente. Ma prima bisogna convincere gli elettori, cioè i pennesi. Intanto, la Lega ha lanciato la campagna di tesseramento: l'obiettivo è rafforzare il partito sul territorio e guardare al futuro. I numeri ci sono, mancano gli uomini. E soprattutto manca il leader. Mentre Fdl affila le armi: sulla rampa di lancio c'è Leonardo D'Addazio. È stato l'emblema delle lotte sindacali nella trincea di Brioni, prima di abbandonare la nave; ora accarezza l'idea di guidare la comunità pennese. I tempi sono maturi. Da solo, però, rischierebbe di ripercorrere la strada già tracciata dall'ex sindaco di Picciano, Marino Marini. Occorrono alleati con i voti. E Forza Italia? È alla finestra, attende le prossime mosse del Cavaliere. Sperando siano quelle giuste.

Berardo Lupacchini