PENNE – Il San Massimo potrebbe diventare ospedale di base con sede di pronto soccorso, mettendosi alle spalle la retrocessione a presidio di area disagiata quale è da un anno.

La richiesta di deroga al decreto Lorenzin è stata avanzata ufficialmente giovedì dalla Regione al tavolo di affiancamento ministeriale, al quale ha partecipato l'assessore regionale alla salute Nicoletta Verì, insieme ad un gruppo di tecnici regionali e dell'Agenzia sanitaria. “E questa volta-sostiene l'assessore-a differenza del passato le deroghe richieste sono basate su motivazioni tecniche, riferimenti normativi e condivise con gli operatori sanitari ed i rappresentanti del territorio”. In questi mesi la pressione della comunità vestina sulle sorti dell'ospedale è stata fortissima. In particolare, l'associazione Salviamo l'ospedale di Penne, coordinata dal dottor Nicola Spoltore, ha organizzato numerose iniziative di protesta e di sensibilizzazione sul disagio che vive un ospedale di riferimento per 14 comuni e 42 mila abitanti. Il presidio pennese sarebbe così, se ottenesse l'autorizzazione governativa, l'unico ospedale di base della provincia. Tornerebbero reparti e servizi essenziali con un pronto soccorso in grado di seguire tutti i casi, ridando dignità assistenziale a una struttura sanitaria plurisecolare. Il decreto Lorenzin aveva però indotto la precedente giunta regionale a retrocederla: l'anno scorso comunque una norma nazionale aveva congelato per tre anni gli effetti del decreto per quegli ospedali collocati nel raggio di 30 km rispetto al cratere sismico del 2016 (Farindola). “Ho chiesto l'affiancamento ministeriale affinché Roma possa essere maggiormente consapevole di quelle che sono le peculiarità dell'Abruzzo e possa prendere decisioni di competenza sulla base di dati oggettivi ed inoppugnabili”, sottolinea la Verì. “Sono assessore alla salute da poco più di cento giorni durante i quali non sono rimasta nel mio ufficio, ma ho visitato tutti i presidi ospedalieri della nostra regione, a partire da quelli più piccoli. E in queste settimane mi sono confrontata con chi vive la sanità abruzzese, per cercare soluzioni che possano conciliare i bisogni assistenziali dei cittadini con i vincoli del piano di rientro”.

Berardo Lupacchini